Torna a Città di Castello dal 28 agosto al 12 settembre 2025 il Festival delle Nazioni, storica quanto prestigiosa kermesse che quest’anno giunge alla sua cinquantottesima edizione con cui si apre una nuova fase progettuale.
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Lo Stendardo processionale della SS Trinità di Raffaello, custodito nella Pinacoteca comunale di Città di Castello sarà esposto al Met, Metropolitan Museum of Art di New York, in occasione della mostra “Raphael sublime poetry”, a cura di Carmen Bambach, in programma da 23 marzo al 28 giugno 2026, un percorso completo sull’opera di Raffaello con oltre 200 opere provenienti da musei di profilo internazionale come Musei Vaticani, Biblioteca apostolica Vaticana, Uffizi, Louvre, Prado, British Museum e National Gallery, per citare le istituzioni maggiormente illustri.
read more >Due grandi mostre di respiro internazionale ed universale: “Humanitas – La Forza dell’Amore” sarà visibile a Firenze fino all’8 agosto 2025, mentre “Élan vital – quand la form rêvēle l’invisible”, punteggerà le strade e i monumenti del cuore di Parigi fino al 12 di luglio.
read more >Due grandi mostre di respiro internazionale ed universale: “Humanitas – La Forza dell’Amore” sarà visibile a Firenze fino all’8 agosto 2025, mentre “Élan vital – quand la form rêvēle l’invisible”, punteggerà le strade e i monumenti del cuore di Parigi fino al 12 di luglio.
read more >La mostra “METALLICA. La scultura in Italia 1947- 2005” a cura del professor, Bruno Corà è stata concepita con significative opere d’arte firmate da artisti italiani negli ultimi ottant’anni; la mostra, intende così anticipare l’inaugurazione del Centro di Documentazione, consentendo anche al pubblico di prendere visione dei lavori di riqualificazione ambientale, di consolidamento degli spazi, dei restauri e dei lavori di decoro.
read more >Ci sono già diverse indiscrezioni, inoltre, sulla mostra che interesserà la ville lumière: pare che includerà sei opere monumentali nel centro di Parigi e la scultura “Energia della Vita”, realizzata in collaborazione con Martin Katz, presso l’Hôtel de Crillon.
read more >La città di Perugia ospiterà invece la mostra “Materia” dello scultore austriaco Herbert Golser, dal 12 al 30 giugno 2025, accolta presso la Sala Cannoniera della Rocca Paolina.
read more >“Nasco dalla fotografia artistica, concettuale, anche se la codifica professionale mi ha fatto scoprire aspetti del mio lavoro che non avrei immaginato… Amo, ad esempio, i servizi per i matrimoni – che condensano ed esauriscono in un giorno l’intero repertorio di settore: moda, reportage, storytelling, arte e scenografia”. L’ossessione di avere un matrimonio unico, spesso porta ad un esito lontano dalle aspettative: “Meglio essere sé stessi”, dice Francesca.
read more >Il Centro si configura come un ambiente educativo e uno spazio di formazione aperto a persone di diversa età, categorie e culture; un luogo dove sviluppare la propria socialità ed esercitare la propria creatività, partecipando alle attività proposte e da vivere quotidianamente.
read more >La mostra “Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo” nella Pinacoteca comunale di Città di Castello si avvicina alla fine. Chiuderà i battenti il 9 gennaio 2021 con un successo di visitatori che solo nei primi 15 giorni di apertura ha sfiorato quota mille.
read more >L’istituto d’istruzione superiore di Sansepolcro G. Giovagnoli è da sempre la palestra della creatività della Valtiberina, sia nell’arte che nelle professioni, grazie ai suoi molteplici indirizzi che permettono ai giovani di sviluppare il particolare talento su una disciplina specifica.
read more >Laura sente profondamente la necessità di contornarsi del bello – e per questo lavora al completamento delle sue ‘stanze delle meraviglie’, di memoria ottocentesca, per appagare completamente questa sua aspirazione, non solo estetica ma a questo punto essenziale e ‘vitale’.
read more >Jutta è nata a Coblenz, nella regione tedesca della Renania, durante la Seconda Guerra Mondiale e ha studiato arte e design a Dusseldorf. Aveva sempre sognato di lasciare la Germania per viaggiare, e trascorse un anno a Roma per studiare e lavorare all’estero. Quando, dopo 6 anni di scuola d’arte, si presentò la possibilità di trascorrere un periodo in Sudafrica lavorando per un’azienda tessile, la giovane Jutta colse al volo l’occasione. Trascorse i successivi otto anni in Africa, dove finì per lavorare come responsabile del design in tre diverse aziende. È durante questo periodo che sviluppò un grande amore per la cultura africana e prendendo coscienza della difficile situazione della popolazione africana sotto l’Apartheid. Sempre in questo periodo, ha sviluppato un interesse per le questioni sociali di diversi popoli indigeni che coltiva ancora oggi.
read more >I resoconti dei lavori riportano la ricostruzione che allora fece Francesca Abbozzo, coordinatrice scientifica del convegno e direttrice del restauro degli affreschi. Per lungo tempo venne adibito a magazzino per il tabacco. A metà degli anni Cinquanta l’affresco era già irriconoscibile e fu solo nel 2008 che si provò a saggiare che cosa si nascondesse sotto lo strato del tempo e i residui di un uso improprio. “Così emerse il Cenacolo e quindi, a seguito di altri saggi, cominciò ad emergere una seconda parete su cui si imponeva la figura di un domenicano. Gli affreschi del XV secolo convivono con uno strato più antico risalente ad almeno due secoli prima, che hanno una natura chiaramente templare”. Costituiscono l’apparato decorativo originario di questa, che poteva essere una chiesa ma anche un tempio, dato che i motivi rimandano alla pietra del tempio di Gerusalemme.
read more >La Valle Museo è più vicina. Che cosa si intende con questa espressione? Si dice che sia stata coniata qualche buon decennio fa dal gallerista tifernate Luigi Amedei e poi sia divenuta un’efficace (e abusata) sintesi di politiche turistiche e culturali interregionali tra Città di Castello e Sansepolcro.
read more >Perché il tempio di Piero della Francesca dovrebbe ospitare Frida Kahlo? Potrebbe sembrare uno di quegli accostamenti temerari – e spessissimo comunque di successo – a cui ci ha abituato il marketing dell’evento espositivo. Tra l’uno e altro, non ci fossero i secoli a separarli, basterebbe anche oggi la distanza spaziale tra Europa ed America Latina ma Piero della Francesca non è nuovo ad incontri impossibili a partire da quello con Burri, che, nella mostra Visitazioni del 2015, coabitò in modo pericolosamente ravvicinato con la Resurrezione. Allora i sette gradi di separazione furono garantiti dall’allestimento in due stanze diverse, oggi Frida Kahlo.
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