Non è mai più tardi di mezzanotte

Ci siamo accorti di come l’esistenza terrena si sia ‘ridotta’, come risucchiata da più bocche: la meccanica totalizzante della professione o del ‘guadagnarsi la pagnotta’, un ‘vissuto’ familiare che è la versione buffa e caricaturale dell’antico focolare domestico (dove ci sono solo esigenze, cose da fare, laddove è dimenticato l’essere per essere, dove l’appartenenza tramonta nel provvisorio e nella contingenza), una burocrazia di stato che, ai tempi della nuova pandemia globale, avvolge nelle sue spire e codifica ogni spazio di azione individuale e collettivo, financo la possibilità stessa di autodeterminarsi.

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Apollo e Dioniso contro il grande nulla

Un inno al superamento continuo dei propri limiti, non v’era mai spazio per la resa né per la prudenza di una navigazione sotto costa. Frecce scagliate sempre più lontano, oltre la nebbia, in cerca di nuove terre. Sedute talvolta massacranti, prima e dopo lunghe giornate di lavoro – per nascita e ventura votate all’esercizio dell’intelletto ed alle relazioni umane, altri miei straordinari talenti.

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Tra Piero e Frida meno di sette gradi

Perché il tempio di Piero della Francesca dovrebbe ospitare Frida Kahlo? Potrebbe sembrare uno di quegli accostamenti temerari – e spessissimo comunque di successo – a cui ci ha abituato il marketing dell’evento espositivo. Tra l’uno e altro, non ci fossero i secoli a separarli, basterebbe anche oggi la distanza spaziale tra Europa ed America Latina ma Piero della Francesca non è nuovo ad incontri impossibili a partire da quello con Burri, che, nella mostra Visitazioni del 2015, coabitò in modo pericolosamente ravvicinato con la Resurrezione. Allora i sette gradi di separazione furono garantiti dall’allestimento in due stanze diverse, oggi Frida Kahlo.

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La Fortezza Medicea del Girifalco

Cortona è presumibile fin dal VI-V secolo a.C., quando la cerchia muraria etrusca aveva un’estensione quasi corrispondente al tracciato tuttora visibile. Le prime fonti storiche che descrivono una bella e forte Rocca risalgono tuttavia al 1258. Più volte presa e saccheggiata nel corso delle guerre con Arezzo, nel 1411 fu venduta, insieme all’intera città, alla Repubblica Fiorentina, che a partire dal 1527 ne avviò la ristrutturazione.

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Castellina in Chianti, eventi, cultura e gusto

  DI GIOVANNI SALVIETTI   Nel comune di Castellina in Chianti, l’estate 2021 è simbolo di grande ripartenza, l’Amministrazione Comunale in collaborazione con le associazioni culturali ha dato vita ad un ricco calendario di eventi che si protrae fino all’autunno. In ogni occasione grandi e bambini potranno prendere parte al divertimento ed all’apprendimento. LUGLIO: Sabato […]

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Il nostro sentiero nel buio

Ma per chi abbiamo fatto queste barricate, alzando dei muri invalicabili con le famiglie dirimpetto – d’improvviso assurte a infide squadracce, a bande di untori? “Per conto della borghesia, che crea falsi miti di progresso?”, cantava Franco Battiato. Non direi. Poiché la borghesia è stata annientata dal progressismo globalista che va sventolando la nuova bandiera post-marxista del primato dell’economia sulla politica. E con valanghe di denaro mantiene una pletora di nuovi mandarini cinesi alle dipendenze di grandi gruppi finanziari e di élites governative conniventi. Poi parallelamente combatte una guerra di trincea tentando di trasvalutare tutti i simboli e gli usi tradizionali della civiltà occidentale, a partire dal concetto archetipale di identità di genere.

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Torrita di Siena, sentinella dell’estate

Il nome Torrita (o “Turrita”) compare per la prima volta in un documento del 1037 d.C. dove la città viene menzionata come proprietà dell’Abbazia di Sant’Antimo, nel comune di Montalcino. Successivamente il borgo fortificato servì da avamposto militare per la difesa del confine senese dalla vicina Montepulciano grazie alle sue mura e alle sue quattro torri. Nel 1554, dopo aver placato le sconfinate ambizioni di conquista fiorentine, il borgo si piega davanti alle forze imperiali di Carlo I e passa sotto il controllo del Granducato di Toscana.

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Lo scultore e designer Antonio Massarutto

Anche se il suo stile è fortemente condizionato dalle sculture cinetiche in fil di ferro di Alexander Calder e dalle opere di Picasso, Antonio si avvicina in particolar modo al mondo animale e all’ambiente naturale. Ha intrapreso la sua carriera artistica creando sculture astratte, oggi invece tra le sue “creature” troviamo bestie del mondo reale come cinghiali, cervi, cani e bovini, oltre ad animali più esotici tra cui rinoceronti e coccodrilli. Le sue opere sono spesso create utilizzando materiali di scarto e riciclati, tramite i quali ha ideato il concetto di “land art”. Per queste installazioni Antonio cerca luoghi sulle montagne o in campagna e costruisce le sue sculture con i materiali che trova sul posto.

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Cortona, Una Stella in Collina

Dal mese di febbraio la città etrusca gode di un nuovo collegamento veloce con le grandi città del Nord Italia. Il treno Frecciarossa consente di spostarsi fra Milano e la nostra stazione in tre ore e questo renderà ancora più facile e confortevole visitare le nostre bellezze. La situazione sanitaria è ancora difficile ma l’Amministrazione Comunale, insieme a tutti gli operatori culturali e turistici, ha pronto un programma di eventi in totale sicurezza, oltre che una serie di pacchetti che prevedono la possibilità di «rifugiarsi» insieme ai propri familiari in una delle strutture ricettive del territorio. Cortona è un piccolo centro, con un grande cuore e con un territorio vastissimo e variegato: dalla montagna, alle dolci colline fino alle vallate, dove si producono alcune delle più interessanti eccellenze enogastronomiche della Toscana. Già da questa primavera, compatibilmente con le condizioni sanitarie, saranno allestite mostre e realizzati i primi eventi della stagione. L’idea di scegliere Cortona per il proprio «buen retiro», rispetto alla vita nelle grandi città, sta iniziando a fare breccia fra le scelte degli stili di vita post-Covid19. Già alcuni professionisti hanno deciso di trascorrere qui parte del loro tempo, potendo continuare a lavorare a distanza.

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