Trattoria Lea: una storia di famiglia e autentica accoglienza

Perché alla fine, il segreto della Trattoria Lea non sta solo nelle ricette tramandate, nei funghi freschi o nei vini pregiati. Sta nella capacità di far sentire chiunque accolto, ascoltato, parte di una storia che continua a scriversi ogni giorno. E in un mondo dove tutto corre veloce, trovare un posto così, dove la tavola è davvero calore, è un piccolo grande privilegio”.

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“METALLICA. Scultura in Italia 1947-2025”

La mostra “METALLICA. La scultura in Italia 1947- 2005” a cura del professor, Bruno Corà è stata concepita con significative opere d’arte firmate da artisti italiani negli ultimi ottant’anni; la mostra, intende così anticipare l’inaugurazione del Centro di Documentazione, consentendo anche al pubblico di prendere visione dei lavori di riqualificazione ambientale, di consolidamento degli spazi, dei restauri e dei lavori di decoro.

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Il mio San Francesco di Assisi

In una recente edizione di Valley Life (n. 163, primavera 2021) avevamo già raccontato l’appassionata ricerca storico-documentale di Umberto Pippolini su Francesco di Bernardone, meglio noto come “San Francesco di Assisi”. L’emozionante ricerca di Umberto – stimato professionista ed inesauribile creativo – si è conclusa con l’uscita del testo, già disponibile in libreria: “Il Mio San Francesco di Assisi – Alla ricerca della sua unica e vera immagine”.

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Il Centro di formazione G. O. Bufalini di Città di Castello

La Scuola Bufalini offre la possibilità già in uscita dalla scuola secondaria di primo grado la possibilità di scegliere un percorso IeFP, cioè di istruzione e formazione professionale con durata triennale per il rilascio della qualifica professionale e di durata quadriennale per il rilascio del diploma professionale nei diversi settori: meccanico, ristorazione o del benessere (estetica e acconciatura).

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Un sito templare a Città di Castello

I resoconti dei lavori riportano la ricostruzione che allora fece Francesca Abbozzo, coordinatrice scientifica del convegno e direttrice del restauro degli affreschi. Per lungo tempo venne adibito a magazzino per il tabacco. A metà degli anni Cinquanta l’affresco era già irriconoscibile e fu solo nel 2008 che si provò a saggiare che cosa si nascondesse sotto lo strato del tempo e i residui di un uso improprio. “Così emerse il Cenacolo e quindi, a seguito di altri saggi, cominciò ad emergere una seconda parete su cui si imponeva la figura di un domenicano. Gli affreschi del XV secolo convivono con uno strato più antico risalente ad almeno due secoli prima, che hanno una natura chiaramente templare”. Costituiscono l’apparato decorativo originario di questa, che poteva essere una chiesa ma anche un tempio, dato che i motivi rimandano alla pietra del tempio di Gerusalemme.

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