Di Marcello Salvestrini

 

Incontriamo Bernardo Salvestrini, terza generazione di Volentieri Pellenc, l’azienda di Poggibonsi che da oltre sessant’anni progetta vendemmiatrici e attrezzature per la viticoltura. Una storia nata negli anni Sessanta con i primi aratri artigianali, cresciuta grazie all’incontro — alla fiera di Montpellier del 1973 — tra il nonno Gaetano “Nino” Volentieri e il giovane inventore francese Roger Pellenc, e culminata nel 2001 nella joint venture tra i due marchi. Oggi 140 dipendenti, filiali in Friuli, Sicilia e Verona, e le sfide del presente: meccanizzazione dell’arboricoltura, difesa dalle gelate tardive, cambiamento climatico e assistenza sempre più tempestiva. Oggi è davvero un piacere per me intervistare uno dei miei nipoti – che ho letteralmente visto crescere.

 

 

Bernardo, raccontami la storia dell’azienda Volentieri Pellenc, com’è nata e da quanto tempo siete produttori di macchine agricole…

“Volentieri Pellenc nasce ufficialmente nel 2001, ma la storia si perde nella notte dei tempi, nel senso che stiamo parlando degli anni 60. Alessandro Volentieri, il padre di mio nonno – Gaetano detto “Nino” a Poggibonsi – iniziò a progettare e a costruire i primi aratri e le prime attrezzature per la lavorazione del terreno. Parliamo di anni in cui la viticultura non era evoluta come la intendiamo oggi ed era molto difficile proporsi ai clienti o poter entrare nel mercato. Poi mio nonno Nino, nel 1973, andò in Francia, alla fiera di Montpellier, la più importante fiera agricola dell’epoca, dove conobbe Roger Pellenc un ragazzo che, non avendo i soldi per permettersi lo stand in fiera aveva parcheggiato una roulotte all’ingresso, riuscendo a presentare le prime idee non ancora sviluppate in serie: barre falcianti, forbici idrauliche da applicare agli innesti rapidi del trattore ed altro. Nonno rimase affascinato dal talento di questo ragazzo tanto da iniziare a collaborare e importare prodotti francesi o acquisire brevetti in Francia riadattando o realizzando macchine per le esigenze della viticultura italiana. Volentieri cresce e realizza le prime attrezzature per la legatura, riadattando le attrezzature che Pellenc iniziava a costruire in serie. All’inizio degli anni 80 viene progettata la prima macchina trainata per la raccolta meccanizzata. Intanto anche Roger Pellenc continua la sua evoluzione, investe in ricerca e sviluppo, continua ad innovare e anche noi lo seguiamo su questa strada. Le macchine si evolvono e cominciano a guadagnare il loro spazio nel settore. Nel 2000 la Volentieri che ormai progetta e realizza macchine sia per la vendemmia che per la gestione della vigna, oltre a produrre i famosi rimorchi “Stima”, riceve la visita di Roger Pellenc che propone di unire le forze. Nel 2001 nasce dunque la Volentieri Pellenc Srl che ad oggi, dopo 25 anni, continua a essere punto di riferimento e polo produttivo per le vendemmiatrici trainate e le attrezzature da viticoltura e cantina”.

 

 

Spiegami come l’ampia famiglia di cui fai parte ha contribuito e contribuisce al vostro successo.

“Ciò che ci contraddistingue tutt’ora è che, nonostante la società sia al 50% col gruppo Pellenc, siamo comunque un’azienda familiare gestita dalle generazioni succedute dopo la scomparsa del fondatore Gaetano Volentieri e successivamente di Angelo Moni. Oggi la gestione familiare vede Alessandro Salvestrini, mio padre, alla presidenza e alla direzione commerciale insieme a me e a mio cugino Matteo e Sandro Moni, come direttore generale per la parte produttiva e amministrativa. Poi ci sono i miei fratelli, Guglielmo che gestisce la comunicazione e Vittorio impegnato nell’assistenza. Oggi siamo 140 persone in tutto, è una grande famiglia. Oltre alla produzione storica, abbiamo implementato il mercato delle macchine da cantina, che seguono la ricezione delle uve diraspare, selezionare e pressare. A questo aggiungiamo anche una diversificazione del mercato aprendo al settore dell’arboricoltura. Come in tutti i settori la manodopera scarseggia e chi non può permettersi di mantenere impianti tradizionali lavorabili esclusivamente a mano, sta rinnovando gli impianti con sistemi superintensivi o comunque a parete che permettono alle nostre macchine di eseguire le operazioni quasi al 100%, soprattutto le operazioni di potatura e di raccolta degli alberi da frutto, delle olive, delle mandorle, dei pistacchi. Un’altra tecnologia importante che da poco abbiamo immesso nel mercato italiano riguarda la protezione del gelo: un macchinario che ci permette di difendere attraverso il flusso d’aria le piante dalle gelate tardive”.

 

 

Allora, come sono cambiati i mercati in questi anni e quali sono le nuove esigenze relative alle attrezzature?

“Avendo un contatto diretto con la nostra committenza, non solo per la vendita, ma anche per l’assistenza, siamo costantemente in ascolto delle necessità contingenti. Sviluppiamo macchine funzionali, innovative, per utilizzi stagionali – che hanno quindi bisogno di ricevere pronta assistenza in caso di malfunzionamenti o rotture. Il cambiamento epocale c’è stato con il reimpianto di tutti i vigneti che ha dato omogeneità nella ricerca sui sesti di impianto e con la preparazione di imprenditori che prestano attenzione ai risultati di determinate attrezzature o macchine che siano giustificati non solo da un punto di vista economico, ma anche da un punto di vista qualitativo. Un altro elemento da tenere in conto è il cambiamento climatico in atto: sono mutate le stagioni ed è cambiata anche la rapidità del lavoro. Sto parlando di velocità in campo, di organizzazione per quanto riguarda la tempestività nelle operazioni, non solo per la vendemmia, ma anche per le operazioni di viticoltura aerea o di lavorazione del terreno; quindi, finestre di lavoro sempre più ristrette, climi sempre più tropicali e questo richiede maggior presenza di macchine adatte”.

 

 

E dell’assistenza quindi che mi dici?

“È strategico avere prodotti tecnologicamente all’avanguardia che rispondano all’esigenza del mercato, ma è ancora più determinante avere un’assistenza che presti un servizio puntuale e che segua la stagionalità della viticultura. Questo ci ha portato a fare delle scelte precise: nelle principali zone viticole e nelle aree dove abbiamo un parco macchine importante, abbiamo creato filiali dirette Volentieri Pellenc. Sto parlando del Friuli per il mercato del Prosecco come anche della Sicilia che essendo un’isola ha bisogno di un servizio mirato e puntuale. Non ultima, per importanza, con un nutrito parco macchine, la sede di Verona che abbiamo aperto nel 2021 a Sommacampagna, con un magazzino ricambi e assistenza. Dove non siamo presenti con le filiali, da Poggibonsi partiamo con i nostri tecnici su una ventina di mezzi attrezzati e prestiamo assistenza con un servizio post-vendita costantemente formato”.

 

Info: www.volentieripellenc.com

 

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