Di Fabrizio Bandini

 

Perugia 1416 è una rievocazione storica nata nel 2016, in occasione del 600° anniversario della Battaglia di Sant’Egidio, che vide affrontarsi l’armata di Braccio Fortebraccio, condottiero perugino, e quella di Carlo I Malatesta, signore di Rimini.

 

 

Con Braccio combattevano i nobili perugini esiliati, i cosiddetti Beccherini, mentre con il Malatesta i perugini del partito avverso, i Raspanti, ovvero nobili e appartenenti al popolo grasso, la classe borghese in ascesa.

Vinta la battaglia, Braccio Fortebraccio ottenne le chiavi della città e il governo di Perugia, iniziando così la sua signoria e ponendo fine alle sanguinose lotte intestine fra le due fazioni.

La signoria di Braccio segna simbolicamente anche il passaggio di Perugia dal Medioevo al Rinascimento.

L’evento rievocativo, che avviene in giugno, coinvolge i cinque rioni cittadini: Porta Santa Susanna, Porta Sant’Angelo, Porta Sole, Porta Eburnea, Porta San Pietro, e la Compagnia del Grifoncello.

La tenzone tra i rioni viene espressa mediante tre gare atletiche: il tiro con l’arco, il tiro alla fune e la corsa al drappo, a cui si è aggiunta quest’anno anche una sfida teatrale.

Altri momenti spettacolari di Perugia 1416 sono l’entrata in città di Braccio Fortebraccio, il grande corteo storico dei rioni – che vede sfilare centinaia di figuranti in abiti quattrocenteschi –  e la rievocazione storica della Sassaiola, riproposta quest’anno dalla Compagnia del Grifoncello per il 600° anniversario dal bando storico.

 

 

In questi anni di rievocazione il Palio è stato vinto 4 volte da Porta Santa Susanna, 2 volte da Porta Sole, 1 volta da Porta Sant’Angelo, Porta Eburnea e Porta San Pietro.

Nel 2020 e nel 2021 il Palio non è stato giocato per via dell’epidemia di Covid, ed è stato donato alla città di Perugia il primo anno e agli operatori economici il secondo anno.

Quest’anno ha vinto Porta Santa Susanna il suo quarto Palio, trionfando anche nel Palio dei bambini, che si è svolto per la prima volta.

L’edizione del 2026 ha visto anche una grande partecipazione di pubblico, che ha affollato Piazza IV Novembre (la Piazza Grande delle cronache medievali) sia nella serata delle sfide teatrali che negli eventi successivi, raggiungendo il suo culmine nella serata dell’entrata di Braccio, del corteo storico e della corsa al drappo.

Questo grande successo della rievocazione, in termini di pubblico e di interesse, suscita in tutti noi una grande gioia – chi scrive è anche Priore di Porta Santa Susanna – e ci fa ben sperare per il prosieguo del Palio di Perugia, a cui si dedicano centinaia di volontari dei vari rioni e della Compagnia del Grifoncello per tutto l’anno.

 

 

Perugia aveva in passato varie disfide, palii, corse di cavalli e tornei cavallereschi.

Nella memoria della città, oltre alla Sassaiola, è rimasta anche una Giostra dell’anello, molto attesa dai perugini, che consisteva nell’infilare con la lancia, al galoppo, un cerchio d’argento sospeso a un filo.

La città poi, persa la sua indipendenza e inglobata nello Stato Pontificio, ha visto i suoi giochi progressivamente aboliti ed è rimasta per lungo tempo senza una disfida cittadina.

Mentre le città – grandi e piccole – del centro Italia hanno conservato gelosamente i loro giochi o li hanno rifondati nel corso del Novecento, come rievocazioni storiche, Perugia è rimasta tristemente senza.

Basta citare solo il Palio di Siena, il Calcio Fiorentino, il Saracino di Arezzo, la Quintana di Foligno, il Calendimaggio di Assisi, per farsene un’idea.

Era quindi una grave anomalia che una città come la nostra, ricca per il suo passato storico, non avesse una rievocazione storica degna di questo nome.

Per fortuna Perugia 1416 è arrivata a sanare questa ferita.

 

Info: www.perugia1416.com / fabriziobandini71@gmail.com

 

 

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