Di Simone Bandini
Al Parco Sculture del Chianti l’arte si incontra camminando, tra alberi, luce e silenzio. Non è un luogo da attraversare in fretta, ma uno spazio da vivere con lentezza, lasciandosi guidare dal dialogo continuo tra natura e creazione contemporanea. A raccontarcelo è la Direttrice Chiara Bozzi, che accompagna visitatori, progetti e attività di uno dei luoghi culturali più originali del territorio.
L’estate del parco si è aperta con il primo appuntamento della sedicesima stagione di concerti al tramonto nell’anfiteatro. “Li facciamo sempre alle ore 19”, spiega Chiara, “durano al massimo un’ora e mezza e cercano di offrire generi diversi, così da incontrare pubblici differenti”. Da quest’anno, accanto alla musica, c’è anche una novità: un picnic-aperitivo su prenotazione, pensato per essere gustato prima o durante il concerto. “Abbiamo deciso di proporlo vegetariano, con cose fresche: un piatto freddo, un panino, due tramezzini e un flan”.
La programmazione musicale riflette bene lo spirito del parco: varietà, curiosità e apertura. Dai primi concerti soul, jazz e black music si passa a proposte klezmer, a un gruppo ispirato a Frida Kahlo, fino a una big band e al cantautorato internazionale e italiano. “L’obiettivo”, dice Chiara, “è accontentare un po’ tutti i gusti musicali”.
Il legame di Chiara con questo luogo nasce da lontano. Abita qui vicino e ha iniziato a lavorare al parco già nel 2014, mentre studiava. Dopo alcune esperienze all’estero e in altri contesti museali, è tornata stabilmente nel 2018. Il suo percorso, tra lingue, turismo e arte, sembra quasi averla portata naturalmente qui. “Non ci sono arrivata per caso”, racconta. E in effetti oggi il suo ruolo è parte integrante dell’evoluzione del parco, fondato nel 2004 da Piero Giadrossi e da sua moglie Rosalba.
Una delle novità più importanti degli ultimi anni è l’apertura dell’area dedicata alle mostre temporanee, inaugurata nel 2024, in occasione dei vent’anni del parco. Uno spazio nato per affiancare la collezione permanente e offrire nuovi sguardi, nuovi linguaggi, nuovi artisti. “È stata un po’ una scusa”, osserva Chiara, “per mostrare anche come l’arte, già solo in vent’anni, sia cambiata e per dare spazio ad artisti emergenti, locali e internazionali”.
La mostra temporanea attuale è dedicata all’artista Li Yunfeng (Esther Li) e nasce da un incontro quasi casuale. Visitato il parco, l’artista ha proposto un progetto profondamente legato alla sua storia personale e alle sue radici culturali nello Yunnan, nel sud-ovest della Cina. Il risultato è “Love Never Fails”, una mostra che si interroga sui legami umani, sul tempo e sulla figura femminile. “Il messaggio che colpisce di più”, racconta Chiara, “è quello del tempo condiviso: il vero amore è stare insieme, esserci”.
Accanto a questa esposizione, il parco inaugura anche una nuova installazione semipermanente di Marco Acquafredda, costruita a partire da seicento galle di quercia raccolte nel bosco, cromate d’oro e poi riportate nel paesaggio come piccole tracce luminose. “Sono come le briciole di Pollicino”, spiega Chiara, “un modo per perdersi, ma anche per ritrovare la strada”. Un’opera che cambia con la luce, con le ombre, con il passare delle ore: proprio come accade a molte installazioni del parco, pensate per vivere in relazione stretta con l’ambiente.
Ed è proprio questa la chiave del progetto: opere site-specific, nate per quel luogo e capaci di dialogare con esso. La natura non è un fondale, ma una parte attiva dell’esperienza artistica. Anche per questo il parco lavora con artisti provenienti dai cinque continenti; paesi, culture e linguaggi diversi, privilegiando materiali molteplici e approcci capaci di inserirsi in armonia nel paesaggio.

Negli ultimi anni è cresciuta molto anche la parte didattica e divulgativa. Il parco organizza laboratori per scuole di ogni ordine e grado, visite guidate e attività per privati. “Qui l’arte contemporanea è più accessibile anche ai bambini”, spiega Chiara, “perché molte opere si possono toccare, osservare da vicino, confrontare con gli elementi naturali”. Le visite vengono spesso costruite su misura, anche in inglese, a seconda dell’età e del tipo di gruppo.
C’è poi un altro aspetto importante: il parco sta diventando sempre più anche un luogo di lettura naturalistica del territorio, con percorsi e attività che valorizzano il bosco, la biodiversità e la relazione tra linguaggio artistico e ambiente.

Nel racconto di Chiara Bozzi, il Parco Sculture del Chianti appare così come un luogo vivo, in trasformazione continua ma fedele alla propria identità. Un posto dove l’arte contemporanea incontra la natura senza imporsi su di essa, e dove ogni visita diventa un invito non solo a guardare, ma a sostare, ascoltare e lasciarsi sorprendere.
Info: Parco Sculture del Chianti, SP 9 di Pievasciata, Castelnuovo Berardenga (Si) / tel. 0577 357151 / www.parcosculturechianti.it / info@parcosculturechianti.it
