Di Beatrice Botticelli
Adagiato tra le colline delle Cerbaie e quelle del Montalbano, il Padule di Fucecchio è da sempre il cuore della Valdinievole. Un luogo di enorme valenza naturalistica in cui s’intrecciano anche Storia, cultura e Memoria, un po’ come un tempo s’intrecciava il Sarello, un’erba palustre, per realizzare cesti e impagliature. Un’arte che oggi si cerca di riscoprire, così come tutto quello – tantissimo – che il Padule ha raccontare.

E le iniziative di valorizzazione si moltiplicano. Anche se il 75% dell’area ricade nel territorio di Ponte Buggianese (Pt), il Padule è ‘bene comune’ per tutti i Comuni rivieraschi – tra le province di Firenze, Pistoia, Lucca e Pisa – che promuovono iniziative per la sua valorizzazione e puntano a fare rete per massimizzare l’efficacia di ogni azione. «Il Padule di Fucecchio è un luogo di bellezza e ricchezza uniche, declinate in tantissime sfaccettature – afferma la sindaca di Monsummano Terme, Simona De Caro -. Uno spazio che il nostro e gli altri Comuni stanno cercando di promuovere sempre più, con l’intento di intercettare nuovi turisti e riavvicinare i cittadini».
Promuovere i 2000 ettari di bacino palustre, che lo rendono l’area umida interna più grande dell’Italia peninsulare, richiede strategia e sinergia. «In questo senso, dal 2023, è attivo il masterplan “Naturalmente Valdinievole” a cui hanno collaborato tutti gli undici Comuni della Valdinievole – spiega De Caro -. Un progetto di Fondazione Caript per la realizzazione di un anello ciclopedonale che, a partire dai tracciati esistenti, raccordi i diversi paesaggi.

Al centro, c’è anche la promozione dell’area protetta del Padule di Fucecchio, con la sua ricchezza storica, culturale e ambientale». Più recente, la stipula de “La trave del Montalbano”, un’intesa che, valicando i confini amministrativo/territoriali, unisce dieci Comuni delle province di Pistoia, Prato e Firenze, con Lamporecchio capofila, in un progetto di valorizzazione del territorio fondato su turismo lento e mobilità dolce. «In questo contesto il Padule, con la sua valenza ambientale, si fa emblema del turismo sostenibile su cui puntiamo», chiosa De Caro.
Proprio per la sua ricchezza di biodiversità, quest’anno il Padule di Fucecchio è stato inserito nella lista delle zone umide di importanza internazionale della Convenzione di Ramsar, trattato intergovernativo per la conservazione e l’uso sostenibile degli ecosistemi umidi. «L’ingresso nella rete di Ramsar è un riconoscimento internazionale di grande valore per tutti i Comuni rivieraschi, tra i quali c’è un’ottima collaborazione – aggiunge Monica Marraccini, vicesindaca e assessora al turismo di Monsummano Terme -. Oltre alle iniziative realizzate con il sostegno della Regione Toscana, che ringrazio per l’attenzione posta nella tutela del Padule sia in termini di manutenzione e difesa della biodiversità che di sviluppo turistico e sostegno alle attività economiche, i Comuni propongono continuamente iniziative aperte a tutta la popolazione che insiste sul Padule. Sinergia che ha il suo fulcro in questa grande ricchezza ambientale».

Il Padule è infatti un ecosistema prezioso e complesso, costituito da paludi, stagni, boschi ripariali e canneti di Phragmites australis, fra i più estesi e importanti d’Italia, habitat di numerose specie animali. Zona speciale di conservazione (Zcs) e Zona di protezione speciale (Zp) dal 2024, è inserito nel circuito delle Oasi e Riserve della Lipu e svolge un ruolo chiave per la riproduzione, la migrazione e lo svernamento di uccelli. Sono oltre 11mila, di 40 specie differenti, gli uccelli acquatici censiti dal Centro ornitologico toscano “Paolo Savi” Ets (gennaio 2026).
Qui trovano rifugio specie rare come il forapaglie castagnolo e la salciaiola ed è sempre più regolare la presenza del tarabuso e della cicogna bianca che è tornata a nidificare in Toscana nel 2005 proprio in un’aria attigua al Padule. Altre specie d’interesse sono il tarabusino e l’airone rosso, e da qualche anno nidifica in riserva la volpoca. L’area La Monaca – Righetti ospita invece un’importante colonia di cormorano e di altre specie di aironi. Tra gli uccelli acquatici svernanti, l’alzavola, la più piccola anatra europea. Tra gli anatidi più diffusi ci sono poi il mestolone, il moriglione e il germano reale. E ancora, tanti esemplari di mignattaio (un ibis europeo) e fenicotteri.
Altri ambienti tipici dell’area sono gli specchi d’acqua, i cosiddetti “chiari”, prati umidi, cariceti e pioppeti. Nella ricca fauna entomologica spicca una piccola farfalla, la licena delle paludi, presente soltanto nelle pianure del nord e nelle aree umide della Toscana settentrionale. Tra i mammiferi caratteristici c’è il topolino delle risaie, il più piccolo del continente europeo.

Un’oasi verde in cui è possibile immergersi grazie a un’estesa rete sentieristica e attività come birdwatching, hiking e bike tour. Ad aprile, il Comune di Monsummano promuove due escursioni storico-naturalistiche a cura dell’Ecoistituto delle Cerbaie con focus sul Padule. La prima, sabato 18 aprile (ore 14.30-18; 6,5 km) è “L’Anello di Monsummano Alto” che, risalendo lungo il sentiero geologico tra i boschi, giunge al borgo medievale, da dove osservare il Padule di Fucecchio dall’alto. Domenica 26 (ore 9.30-13; 8 km) ecco invece “L’Anello dell’isola”, tra le campagne di Monsummano e l’area umida: un itinerario tra vegetazione e avifauna che passa anche dalla memoria, con il racconto della storia delle bonifiche e delle attività tradizionali legate all’acqua.
Perché il Padule è anche custode della storia rurale del territorio. E non solo. «Il Padule permette di ripercorrere passi importanti della nostra storia – ricorda Monica Marraccini -, ad esempio attraverso l’Anello della Memoria che unisce all’interesse naturalistico il ricordo delle vicende dell’eccidio nazista di Fucecchio. Un tema affrontato anche lo scorso marzo nell’approfondimento dedicato al Padule al Museo della città e del territorio di Monsummano Terme: un evento corale che ha reso evidente quanto quest’area sia legata a doppio filo alla storia dei Comuni che oggi vi si affacciano».
Info: riservafucecchio.it/padule-di-fucecchio
