A Cura della Redazione

 

Ci sono luoghi che nascondono storie. Marradi, è uno di questi: un paese che si inerpica tra le colline dell’Appennino toscano come se avesse deciso, secoli fa, di restare esattamente lì, sospeso tra il tempo e la memoria. Ma se vi aspettate un Paese spento, allora avete sbagliato posto. Paese di poeti e di feste, dove le stagioni si susseguono portando sempre delle novità e ogni angolo sembra tenere in serbo qualcosa di nuovo. E domenica 30 agosto, sta per tornare una novità che l’anno scorso ha fatto ballare tutto l’Appennino.

 

Torna il Marradi Art Festival — seconda edizione, anima rinnovata.

 

 

Dopo il successo della prima edizione, che aveva fatto della musica il suo filo conduttore trasformando vicoli e corti in palcoscenici inaspettati, quest’anno il festival compie un passo ulteriore, più intimo e più coraggioso: il tema è la scrittura. Le parole. Quelle che rimangono, che bruciano, che consolano. Quelle che un autore insegue per anni e che un lettore trova esattamente nel momento in cui ne aveva bisogno.

La giornata si apre la mattina e non si ferma fino a sera, disegnando un percorso che attraversa il cuore del paese. Dalla piazza centrale, dove la vita di Marradi ha sempre preso forma, tra mercati, incontri e risate, allo storico Teatro degli Animosi, scrigno di bellezza e di memoria che torna a respirare per ospitare voci e racconti. E poi le corti: quegli spazi nascosti nei ventri dei palazzi, angoli che i marradesi conoscono da sempre e che i visitatori scoprono con lo stupore di chi trova una porta segreta in mezzo a una via che credeva di sapere a memoria.

Il programma è pensato per chi ama le cose vere. Presentazioni di libri con autori di rilevanza nazionale, che porteranno le loro storie in luoghi scelti su misura, perché ogni parola merita il suo spazio giusto e la sua luce. Due concerti, perché la musica e la scrittura non sono poi così lontane: entrambe cercano di dire l’indicibile, di mettere forma a ciò che non ha ancora nome. Spettacoli teatrali con personaggi di rilievo nazionale che abiteranno il confine sottile tra finzione e realtà, tra il testo scritto sulla carta e il corpo che lo porta in vita davanti agli occhi di chi guarda.

E poi il cibo,  quello vero, quello del territorio, perché un festival che parla di radici non può dimenticare le radici del gusto.

 

 

A fare da cornice, ci sono le mostre itineranti. Percorsi pensati per portare lo sguardo dove di solito non arriva, verso quegli angoli meno conosciuti del centro storico che aspettano solo di essere guardati per rivelare la loro storia. Marradi si lascia scoprire a strati, come certi romanzi: ogni volta che pensi di averla capita, ti sorprende con un vicolo che non avevi visto, un palazzo che nasconde un cortile, una finestra che si affaccia sul vuoto azzurro delle colline.

Il Marradi Art Festival non è semplicemente un evento: è un invito a lasciarsi sorprendere da un borgo che ogni anno propone qualcosa di nuovo e sceglie di reinventarsi senza perdere se stesso. Un appuntamento che cresce, che trova la sua forma, che impara a sorprendere. Domenica 30 agosto, dalle prime ore del mattino fino a notte fonda, Marradi sarà tutto questo.

 

Le parole sono tornate a casa.

 

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