Di Catia Giorni

 

Un casolare in pietra, una cucina che valorizza la tradizione e un’accoglienza che fa sentire subito a casa: così La Pieve Vecchia conquista i suoi ospiti.

 

 

Arriviamo poco prima dell’ora di pranzo, in una mite giornata di marzo. Siamo ancora in Toscana, ma a pochi passi dall’Umbria: una terra di confine che, con i suoi paesaggi morbidi e luminosi, sembra racchiudere il meglio di entrambe le regioni.

Il ristorante lo scorgiamo già da lontano. Un casolare in pietra finemente ristrutturato, immerso nella quiete della campagna, che trasmette subito una sensazione di accoglienza. Parcheggiamo nell’ampio spazio davanti all’ingresso e, quasi a darci il benvenuto, un albero carico di fiori rosa illumina il giardino. È un piccolo dettaglio, ma basta a metterci di buon umore.

Benvenuti alla Pieve Vecchia, un ristorante che da oltre vent’anni rappresenta un punto di riferimento per chi vive in zona e per i tanti visitatori che arrivano in questa parte della Valtiberina.

Appena varchiamo la soglia, l’impressione è quella di essere nel posto giusto. Andrea Fontana, il gestore, ci accoglie con un sorriso e ci accompagna al tavolo. Nel giro di pochi minuti arrivano un calice di prosecco e un cestino di pane caldo, con la ciaccia fatta a mano: un inizio semplice, ma capace di raccontare subito lo spirito della casa.

Il menù invita a prendersi il tempo di scegliere. Noi iniziamo con due antipasti: le bruschette miste e un flan di zucca gialla con fonduta di pecorino e spolverata di amaretto. Le bruschette si rivelano una sorpresa: un grande classico toscano reinterpretato con gusto e fantasia. Sul tagliere si alternano combinazioni che conquistano al primo assaggio: salsiccia e formaggio tenero, guanciale con cipolla rossa caramellata e cannellini, taleggio fuso con porcini. La mia preferita, complice la passione per i pistacchi, è quella con robiola, melanzana grigliata e granella di pistacchio.

 

 

Anche il flan merita una menzione speciale. Presente in menù con variazioni stagionali, arriva al tavolo con un impiattamento scenografico e un equilibrio di sapori davvero riuscito.

Per il primo piatto scegliamo i pici con guanciale, pomodorini e scaglie di pecorino, una vera gioia per il palato. Ma il menù lascia spazio a molte tentazioni: dai piatti più fedeli alla tradizione, come le tagliatelle al ragù o ai porcini, a proposte più originali come le tagliatelle di castagne con ragù di ossobuco e porcini. Per chi preferisce la pasta ripiena o corta, non mancano alternative golose come i tortelli di patate con carciofi, salsiccia, rosmarino e crema di uovo. La pasta, naturalmente, è tutta fatta a mano, nel pieno rispetto della tradizione locale.

Anche la scelta dei secondi spazia tra grandi classici e proposte più creative. Accanto all’intramontabile bistecca fiorentina e alla tagliata di vitello, optiamo per una milanese di controfiletto con crema di rafano e cardoncelli. Il risultato è un piatto dal carattere deciso ma equilibrato: la carne è tenerissima e la crema di rafano regala un retrogusto aromatico che valorizza ogni boccone.

Ci colpiscono non solo la presentazione dei piatti, mai banale, ma anche le porzioni generose e la qualità delle materie prime, che si percepisce già al primo assaggio. Un’attenzione ai dettagli che negli anni è diventata uno dei tratti distintivi della Pieve Vecchia.

E forse è proprio questo a far sentire gli ospiti subito a casa, pur trovandosi in un ambiente elegante e curato. Basta alzare lo sguardo e osservare gli arredi per capirlo. Il locale è ampio e distribuito su due piani: al piano terra, durante l’inverno, si può scegliere un tavolo vicino al camino, per un’atmosfera ancora più intima. Al primo piano si apre invece un grande salone, perfetto per cene aziendali, feste di compleanno o battesimi. Non mancano però salette più raccolte e riservate, ideali per una cena romantica o per chi cerca un momento di tranquillità.

 

 

Ma uno dei veri punti di forza della Pieve Vecchia è lo spazio esterno. Nel giardino sul retro, con l’arrivo della bella stagione, si può pranzare o cenare immersi in uno dei panorami più suggestivi della Valtiberina, tra le colline che abbracciano Monterchi. Da maggio in poi, il giardino diventa una piccola oasi. E nelle sere d’estate non è raro assistere a tramonti spettacolari, spesso incorniciati da campi di girasoli che sembrano sorridere alla luce dorata del sole.

Una posizione che rende il ristorante una tappa ideale anche per chi visita Monterchi, magari dopo aver ammirato uno dei capolavori più suggestivi di Piero della Francesca, la Madonna del Parto, custodita nel museo del centro storico.

E quando arriva la sera, la proposta si arricchisce con un altro grande protagonista della convivialità italiana: la pizza. Anche qui l’offerta spazia tra gusti tradizionali e combinazioni più ricercate, pensate per soddisfare i palati più diversi e le tante famiglie che scelgono questo locale.

Andrea e il suo staff hanno fatto dell’accoglienza la loro filosofia: far sentire ogni ospite a proprio agio e costruire, quando serve, anche menu personalizzati per ricorrenze speciali.

Quando lasciamo la Pieve Vecchia, lo facciamo con il sorriso e con quella sensazione rara che solo certi luoghi sanno regalare: la voglia di tornare.

Perché la Pieve Vecchia non è soltanto un ristorante. È uno di quei posti in cui la cucina, il paesaggio e l’ospitalità si incontrano, trasformando un semplice pranzo in un’esperienza da ricordare.

 

 

Info: La Pieve Vecchia – Loc. Pieve Vecchia, 12 – Monterchi (AR) /Tel. 0575 709053

www.ristorantelapievevecchia.it

 

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