A Cura della Redazione

 

L’evento andrà in scena il 24 e il 25 ottobre a Sansepolcro con un sabato concentrato dentro la città e con lo show di Alessandro Ristori. Le eccellenze italiane selezionate da Luca Gardini assieme alle etichette locali: “Crediamo in un futuro del settore anche qui da noi”, dice l’ideatore Tommaso Inghirami.

 

 

Dopo il successo della prima edizione, torna a Sansepolcro con un programma ancor più articolato. B.E.V.I., acronimo che sta per Borgo Eccellenze Vinicole Italiane, l’evento costruito per raccontare il vino italiano di eccellenza e allo stesso tempo per dare una prospettiva in questo settore all’Alta Valle del Tevere tosco-umbra. Confermata la collocazione temporale nell’ultimo week-end di ottobre, ossia sabato 24 e domenica 25.

Saranno ancora protagoniste cento prestigiose cantine italiane selezionate da Luca Gardini, personalità numero uno di fama internazionale nella valutazione e nella comunicazione del vino. Con lui e con l’amministrazione comunale di Sansepolcro, in particolare con il sindaco Fabrizio Innocenti in prima persona, vi sono altri due cardini nell’impianto di B.E.V.I.: Cristiano Cini, presidente di Ais Toscana e direttore di Wine Tv e Tommaso Inghirami, imprenditore vinicolo che risiede al Borgo e che è uno fra gli ideatori della rassegna. Dopo essersi dedicato alla tenuta di famiglia, la Fattoria di Grignano sulle colline di Firenze, Tommaso Inghirami ha scelto di tornare a credere nella Valtiberina, la sua terra d’origine. È qui che ha iniziato un percorso di recupero e valorizzazione di vigne vecchie di oltre cinquant’anni, con l’obiettivo di restituire nuova vita a un patrimonio vitivinicolo di grande valore e ancora in larga parte da raccontare. “Il mio progetto – spiega Inghirami – nasce dalla volontà di affermare la Valtiberina anche come terra di vino, valorizzandone la storia, il paesaggio e quelle caratteristiche che possono renderla un territorio vitivinicolo di grande interesse”.

 

 

In questa stessa direzione si inserisce Borgo Eccellenze Vinicole Italiane, nato dalla collaborazione fra Tommaso Inghirami, Luca Gardini e il Comune di Sansepolcro, con l’obiettivo di portare a Sansepolcro alcuni tra i più importanti protagonisti della viticoltura italiana e, allo stesso tempo, creare un confronto capace di accendere i riflettori sulle realtà e sulle potenzialità del territorio. “Quest’anno saranno cinque le cantine della Valtiberina chiamate a rappresentarla – precisa Inghirami – e a raccontarne, attraverso i loro vini, l’identità e il carattere. Un territorio ancora tutto da scoprire, ma che, grazie all’altitudine, alla particolare conformazione del terroir e al clima appenninico, presenta condizioni potenzialmente favorevoli alla nascita di vini di grande personalità e qualità”.

 

Vip del vino… e dello spettacolo in una città calata nell’atmosfera

 

Le novità dell’edizione 2026 sono diverse. Partiamo dagli illustri personaggi presenti: nel pomeriggio di sabato 24, il palcoscenico del teatro Dante aprirà il sipario per omaggiare due autorità del vino: Piero Antinori, esponente della nota famiglia fiorentina che fa produzione vinicola da più di 600 anni e Giuseppe Mascarello, in rappresentanza della casa piemontese che si distingue per il Barolo, il Barbera, il Dolcetto, il Langhe Freisa e il Langhe Nebbiolo. In serata, poi, lo show di Alessandro Ristori, il cantante e performer divenuto famoso per il suo stile vintage ispirato alla “Dolce Vita” e al rock ‘n roll.

La vera novità è relativa all’importanza che assume la giornata (stavolta piena) del sabato, quella che vedrà la “full immersion” di Sansepolcro fra degustazioni, aperitivi, mostre di artisti e fotografiche, compresa quella di Riccardo Lorenzi; live painting con vino di tele lungo via XX Settembre ed estemporanee in collaborazione con la Compagnia Artisti. Tutto all’interno delle mura cittadine e con il menu pomeridiano a base di masterclass all’auditorium di Santa Chiara e di talk show su vini territoriali e nazionali nella sala conferenze della biblioteca comunale “Dionisio Roberti”. A dimostrazione della simbiosi venutasi a creare con la città, durante il pranzo i locali del centro che partecipano a B.E.V.I. adotteranno un produttore e/o un artista e dedicheranno un piatto o un aperitivo al prodotto. Domenica 25, baricentro spostato al Borgo Palace Hotel con i produttori al completo e con i banchi di assaggio.

 

Etichette di vallata

 

Fra aziende già avviate e affermate e altre appena partite, il comprensorio bagnato dal Tevere sta dimostrando di “stare sul pezzo” e di migliorare sempre più la qualità dei vini espressione di una terra che finora era conosciuta soprattutto per il tabacco. I giovani sono sempre in prima linea, come nel caso di Francesca Del Morino e di Simone Dori della Società Agricola Aliotti di Caprese Michelangelo, giunta al decennale di un’attività che si riassume brillantemente nelle produzioni di “Pinot Nero” e “Chardonnay”, grazie al terreno franco sabbioso con molto “Galestro” per conferire sapidità a vini che hanno una propria identità sul mercato italiano.

Nella vicina Anghiari, la cantina di riferimento è quella di Davide Del Gaia, che ha raccolto il testimone del padre, Milton e che negli ultimi trent’anni ha fatto compiere un salto di qualità all’azienda con il rinnovamento della struttura; alle etichette “Podere Volterrena” (rosso Sangiovese), “Milton” (rosso merlot) e “Roncione” (bianco blend), Del Gaia ha aggiunto il “Rosè di Sangiovese”, tenuto a battesimo proprio a B.E.V.I. lo scorso anno. Anche Pieve Santo Stefano, sempre sul versante toscano, può contare dal 2025 su un’azienda vinicola: Ombraluce è il suo nome, l’agronomo Enrico Bigiarini e Daniele Para sono i suoi titolari. Il segmento sul quale si stanno specializzando è il recupero di vecchie vigne di Sangiovese e la coltivazione di un nuovo vitigno di Pinot Nero. L’unico vino al momento imbottigliato si chiama “Chicchi Neri” e contiene Sangiovese, Canaiolo e Ciliegiolo, in attesa del “Pinot Nero”, per il quale ancora bisogna pazientare.

Trasferendoci nell’attiguo territorio umbro e nel Comune di San Giustino, è oramai una realtà consolidata la Tenuta Montione, nella frazione di Celalba, dove da una decina di anni i coniugi Romina Sgoluppi e Alessandro Zazzi producono “NatoRe” (Umbria Rosso Sangiovese), “AnimoRosa” (rosato, come indica il nome) e “Vignale” (chardonnay), tutti con denominazione Igt e con un successo già certificato. L’azienda pioniera della vallata – 24 anni di attività – è comunque “La Palerna” di Paola Biagioli e del marito Luigi Merendelli, con le vigne a 600 metri di altitudine sopra San Giustino. Da qui sono usciti i primi “Pinot Nero” e “Sangiovese Grosso” in Altotevere, oltre allo spumante con il metodo classico. Tanti i prodotti che caratterizzano la cantina: “Nudo di Palerna”, “Cimento” (Pinot Nero), “Rosa di Martino”, “Cospaia 1441”, “Rossovaldimonte” (da tavola) e “Pinot Nero Palerna”, ai quali si è aggregato il “Rossovaldimonte” del 2024, un Sangiovese senza passaggio in legno e senza solfiti aggiunti, fatto in collaborazione con Aboca”. Dulcis in fundo, la presenza di Marcello Medici nella duplice veste di artista e produttore. I suoi acquerelli si potranno visitare nella sala esposizioni di Palazzo Pretorio e “Oca Rossa” è denominazione del suo vino, che proviene dal vigneto di Gragnano.

 

Info: https://bevi-eccellenze.com – Biglietti in vendita su TicketOne

 

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