Di Federico Donti e Simone Bandini

 

In una luminosa giornata primavera ci addentriamo nel cuore del territorio di Montefalco, attraverso le colline rotolanti punteggiate da filari ordinati, macchie argentate di olivi e verdissimi campi di grano. Mormorano i fossi per le recenti piogge. Torniamo a trovare il nostro amico Iacopo Panbuffetti che – insieme alla cugina Liù – porta avanti con dedizione e tenacia l’eredità storica delle Cantine Scacciadiavoli. Una tradizione di famiglia che, dal 1884 ai nostri giorni, è giunta alla quarta generazione.

 

 

Dopo averci accolto calorosamente ed i necessari aggiornamenti reciproci, Iacopo prende a raccontarci con grande entusiasmo la storia della cantina che, in oltre un secolo, ha attraversato importanti cambiamenti: “Sin da quando ero bambino ho vissuto intensamente queste meravigliose terre del Sagrantino. Sono tanti i ricordi d’infanzia, quando giocavamo intorno al podere. Sicuramente questa vita semplice ed agreste ha determinato poi nella vita adulta il mio grande amore per la natura e la campagna”.

Ecco, questo certamente lo definisce: “La gran parte dei miei viaggi, specie quelli elettivi, ovvero che posso scegliere al di là della mia professione, hanno proprio un’ispirazione naturalistica”. Andare per poi tornare e portare con sé il mondo: “Proprio qui a casa mia!”

Ma torniamo alla storia della famiglia e della cantina: “Montefalco e il vitigno Sagrantino sono parte del DNA della Cantina Scacciadiavoli e della famiglia Pambuffetti, un connubio iniziato con il sogno di Amilcare e che oggi continua con la nostra quarta generazione”.

La proprietà si estende per 130 ettari di superficie, con 40 a vigneto ed il resto a seminativo. È un susseguirsi di rilievi armoniosi, in simbiosi con il paesaggio tipico della Valle Umbra meridionale, terroir dei cinque Comuni compresi dalle denominazioni Montefalco DOC e DOCG e Spoleto DOC: Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Bevagna, Castel Ritaldi ed ovviamente Montefalco.

La Cantina, nelle sue forme storiche e architettoniche, è una sorta di fortezza futuristica, solida ed imponente come poche: la struttura pare infatti quasi una roccaforte, in parte interrata: nel retro, il dislivello del terreno permette a uve, uomini e mezzi di arrivare direttamente all’ultimo piano: qui avviene la vinificazione, che sfruttando la gravità, permette il passaggio naturale dei vini ai livelli inferiori, sede dell’affinamento.

La tenuta Scacciadiavoli nasce nel lontano 1884: Ugo Boncompagni Ludovisi, Principe di Piombino, fondò allora un’azienda vitivinicola in stile francese, visionaria e all’avanguardia, destinata a divenire modello tecnologico pionieristico per tutto il territorio umbro e italiano. Nel 1954 la famiglia Pambuffetti di Foligno, noti commercianti nel settore agroalimentare, si insediò a capo dell’impresa agricola; ad acquisirla fu Amilcare che, da ragazzo, appena quattordicenne, aveva lavorato nella tenuta come fattore. Ad Amilcare e Carlo si affiancarono poi figli e nipoti: oggi Liù e Iacopo ne proseguono la tradizione – mentre Romeo, Fiammetta e Amilcare jr. gestiscono lo storico alimentari Pambuffetti di Foligno, con le sue rinomate norcinerie e la storica importazione e commercio di Baccalà.

Nel 2023, poi, l’avventura delle bollicine di Scacciadiavoli è giunta al culmine con l’acquisizione di una marca di Champagne: Marie Clugny.

All’interno della tenuta troviamo un’enoteca accogliente e scenografica negli spazi interni ed esterni, nella grande corte prospettica, quasi metafisica (ricorda vagamente un quadro di De Chirico). Qui vanno in scena memorabili degustazioni per gli avventori, con molte diverse tipologie ed esperienze, studiate appositamente dalla squadra dell’accoglienza.

Ma facciamo un passo indietro e chiediamo conto dell’etimo della parola ‘Scacciadiavoli’.

“Il nome Scacciadiavoli risale ad un episodio d’esorcismo del XIV secolo. La vicenda narra di una giovane posseduta dal Diavolo, alla quale l’esorcista fece bere del vino locale, riuscendo in quel modo a scacciare il Demonio”, ci raccontano.

 

 

Il motto ‘Sola Fides’, infine, ben esprime il sentimento che caratterizza la civiltà contadina: “È la convinzione che la terra premierà il lavoro quotidiano con prodotti di grande personalità e qualità”. È la fiducia stessa che Scacciadiavoli ripone nel territorio di Montefalco.

 

Info: Scacciadiavoli, Località Cantinone 31, Montefalco (Pg) / www.scacciadiavoli.it

 

 

VISITE GUIDATE E DEGUSTAZIONI:

Tel: +39 0742 371210 / Email: visits@scacciadiavoli.it

 

UFFICIO AMMINISTRATIVO E COMMERCIALE:

Tel: +39 0742 378272 / Email: info@scacciadiavoli.it

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *