By Rosina Fracassini

 

A Greve in Chianti, Jacopo Fintoni – in arte Mastro Jack – porta avanti un’attività di artigianato artistico dedicata alla lavorazione del legno, con una produzione interamente manuale e radicata nel territorio. È qui che prende forma il suo lavoro: quello di un artigiano che ha scelto di trasformare una ripartenza personale in un progetto di valore culturale e umano.

 

 

«C’è un momento, nella vita, in cui ciò che hai messo da parte torna a bussare. Per me è successo nel 2018.»
È con queste parole che si apre il racconto di un percorso non lineare, fatto di pause, deviazioni e ritorni profondi.

Diplomato all’Istituto d’Arte di Firenze nel 1997 come Maestro d’arte in oreficeria, Fintoni ha costruito fin da giovane una relazione intima con la materia. La sua formazione si è arricchita negli anni attraverso esperienze diverse: dalla ceramica, studiata tra Firenze e Impruneta sotto la guida di maestri di grande tradizione come il maestro Ricceri, alla grafica, fino alla musica. Un percorso poliedrico, guidato da un’unica costante: l’urgenza espressiva.

Eppure, come accade spesso, la vita lo ha portato altrove e tra lavoro e vicende personali, l’arte è stata accantonata. Mai dimenticata ma sospesa.

«Non l’ho persa, l’ho solo lasciata lì per molti anni.»

 

 

La svolta arriva dunque nel 2018, in seguito alla perdita del lavoro: un momento critico che diventa occasione di rinascita. Fintoni riapre quel “cassetto” e sceglie di ripartire da zero, questa volta dal legno. Un materiale vivo, caldo, profondamente legato al territorio toscano e capace di raccontare storie attraverso le sue venature.

L’inizio è fatto di osservazione e umiltà: apprende guardando altri artigiani, “rubando con gli occhi”, come lui stesso racconta. Si forma nella tornitura, sperimenta, affina la tecnica. Fino al 2020, anno in cui apre la sua bottega: uno spazio autentico dove ogni oggetto nasce interamente dalle sue mani.

Il legno d’olivo diventa il suo materiale d’elezione non per una scelta casuale ma con un gesto identitario: Mastro Jack infatti predilige materiali locali, spesso destinati allo scarto o alla combustione, per restituire loro nuova dignità e bellezza. Ogni creazione è irripetibile, perché unica è la materia da cui nasce.
«Molte volte è il legno stesso a dirmi cosa diventerà.»

Lampade, sculture, orologi, penne: oggetti che uniscono estetica e funzionalità, progettati e realizzati con cura meticolosa. La qualità è un principio imprescindibile: anche i materiali utilizzati sono certificati, inclusi quelli destinati all’uso alimentare. Un equilibrio tra arte e utilità che riflette una visione contemporanea dell’artigianato.

 

 

Nel corso degli anni, il lavoro di Mastro Jack ha ricevuto riconoscimenti significativi: una lettera di apprezzamento da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pubblicazioni su riviste di settore, collaborazioni con architetti e clienti di rilievo, in Italia e all’estero. Tuttavia, il cuore della sua attività resta la bottega.

Oggi, nella nuova sede di Greve in Chianti, Mastro Jack porta avanti un’idea chiara: custodire e rinnovare un artigianato artistico italiano che rischia di scomparire.

«Scegliere un oggetto artigianale significa scegliere qualcosa che dura nel tempo.»

Non si tratta solo di acquistare un prodotto ma di sostenere un sistema di valori: il territorio, la manualità, il rispetto per i materiali e per il tempo necessario a trasformarli. Un gesto che va oltre il consumo, diventando scelta consapevole ed etica.

Pur lavorando in autonomia e seguendo personalmente ogni fase del processo creativo, Fintoni crede profondamente nella condivisione del sapere ed è per questo che nella sua bottega organizza corsi di tornitura artistica e workshop, momenti di formazione diretta in cui trasmette competenze ed esperienza. È inoltre accreditato dalla Regione Toscana per l’attivazione di stage formativi, con rilascio di attestati validi ai fini di studio: un impegno concreto per garantire continuità a una tradizione preziosa.

Il legame con la materia e con il legno, però, non esaurisce il suo bisogno di espressione creativa. Accanto al lavoro artigianale, Jacopo coltiva anche la scrittura, una passione che affonda le radici nella sua storia familiare: il padre era infatti scrittore e poeta. Un’eredità che oggi porta avanti soprattutto attraverso la poesia, con due pubblicazioni e una continua ricerca personale.

 

 

Per lui, scrivere e lavorare il legno sono gesti profondamente affini: entrambi richiedono ascolto, tempo e una relazione autentica con ciò che si ha davanti – che sia materia o parola. Due linguaggi diversi ma complementari, attraverso i quali dare forma a un mondo interiore che trova espressione concreta nel fare.

La clientela di Mastro Jack, negli anni, si è estesa ben oltre i confini locali, raggiungendo diverse parti del mondo. Un traguardo importante ma anche una sfida quotidiana.

«Non parlo molto inglese, e questo a volte rende più difficile il rapporto diretto.»

Eppure, aggiunge, esistono linguaggi universali capaci di superare ogni barriera: il gesto, la materia, la passione.

Chi desidera scoprire da vicino questo universo può visitare la bottega di Mastro Jack in via Roma 20 a Greve in Chianti, oppure seguirne il lavoro attraverso i canali social. Un invito a osservare e a comprendere il valore di ciò che nasce lentamente, lontano dalle logiche della produzione industriale.

Perché, in fondo, il lavoro di Mastro Jack è molto più di artigianato: è una storia di ritorno, di ascolto e di coraggio. Un dialogo continuo tra ciò che eravamo e ciò che scegliamo, ogni giorno, di diventare.

 

Info: Mastro Jack, Via Roma 20, Greve in Chianti (Fi) / Tel.  +39 3394505485 / www.mastrojack.com

 

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