A Cura della Redazione
Da non perdere la mostra di ‘Isabelle Salari – La forma della rinascita. Tra luce, materia e trasformazione’, dal 20 aprile al 29 maggio 2026 negli spazi di Palazzo Gallenga, sede dell’Università per Stranieri di Perugia; interessante poi il progetto espositivo tra fiaba, memoria e nuove visioni dell’artista Maria Cristina Bigerna, tutto dedicato a Pinocchio.

Iniziamo con la mostra di Isabelle Salari, a cura dell’Associazione “La Casa degli Artisti”. Il titolo, ‘La forma della rinascita. Tra luce, materia e trasformazione’, suggerisce già una direzione: quella di una pittura che non descrive, ma attraversa. Le opere di Salari si muovono infatti in un territorio profondamente astratto, dove il colore diventa linguaggio primario e la materia pittorica si fa spazio emotivo.
Nata a Perugia da padre iraniano e madre italo-francese, l’artista porta nella sua ricerca una dimensione naturalmente interculturale, che si riflette in una sensibilità aperta e stratificata. Il suo rapporto con la pittura è precoce e istintivo: inizia a dipingere a soli cinque anni, rivelando fin da subito una forte attrazione per l’astrazione e per la forza espressiva del colore.
Nel tempo, questo slancio iniziale si è consolidato in un percorso riconosciuto anche da importanti figure del panorama artistico e culturale, da Achille Bonito Oliva a Vittorio Sgarbi, che ne hanno seguito e sostenuto l’evoluzione. Le sue opere sono state esposte in contesti nazionali e internazionali, contribuendo a definire una ricerca in continua trasformazione. La mostra si concentra proprio su questo processo: la trasformazione come condizione necessaria, come passaggio continuo tra equilibrio e tensione, tra luce e densità materica.
Le tele non offrono una narrazione lineare, ma invitano lo spettatore a un’esperienza diretta, quasi fisica, in cui il gesto pittorico diventa traccia di un cambiamento. Inserita nel contesto dell’Università per Stranieri, luogo simbolo di incontro tra culture, la mostra, ad ingresso libero, rafforza ulteriormente il dialogo tra linguaggi e provenienze diverse, in linea con la vocazione dell’artista e con la visione dell’associazione promotrice.

‘C’era una volta Pinocchio’, progetto espositivo tra fiaba, memoria e nuove visioni, è stato pensato per i duecento anni – che ricorrono quest’anno – dalla nascita di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, autore di uno dei testi più amati e riconoscibili della letteratura mondiale.
“C’era una volta… – Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno”. Da quell’incipit, pubblicato per la prima volta nel 1881 sul Giornale per i bambini, nasce una storia capace di attraversare epoche, lingue e generazioni, trasformandosi in un immaginario condiviso.
A partire da questa ricorrenza, l’Associazione “La Casa degli Artisti” propone un progetto espositivo dedicato a Pinocchio, rileggendone il mondo attraverso lo sguardo contemporaneo dell’artista Maria Cristina Bigerna.
La sua pittura si muove in un territorio sospeso tra illustrazione e racconto visivo. I suoi Pinocchi abitano spazi ariosi, quasi teatrali, dove il colore, acceso e vibrante, costruisce atmosfere emotive prima ancora che ambienti reali.
Le figure sono leggere, dinamiche, spesso colte in movimento o in relazione, come in una scena che continua oltre il quadro. Il burattino diventa così un personaggio contemporaneo: gioca, osserva, cresce, si confronta. A tratti ironico, a tratti poetico, mantiene quella dimensione di imperfezione che lo rende vicino, riconoscibile. Accanto a lui compaiono elementi simbolici: la luna, la città, la natura. Si amplifica così il senso narrativo senza mai appesantirlo. Ne emerge un linguaggio visivo immediato ma non superficiale, capace di parlare a pubblici diversi, mantenendo una leggerezza che è cifra stilistica ma anche scelta precisa.
Il progetto espositivo è immaginato come una mostra flessibile, adattabile a contesti differenti (spazi museali, istituzioni culturali, luoghi espositivi e formativi) con l’obiettivo di attivare un dialogo tra opera, spazio e pubblico. Accanto alla dimensione artistica, resta centrale la figura di Collodi: autore che, oltre Pinocchio, ha avuto un ruolo significativo nella costruzione culturale e linguistica dell’Italia post-unitaria, con uno sguardo attento, spesso ironico, sulla società del suo tempo.
A duecento anni dalla sua nascita, Pinocchio continua così a generare nuove interpretazioni. Questo progetto si inserisce in quel solco, proponendo una rilettura contemporanea capace di muoversi tra memoria e presente, tra narrazione e visione. Il progetto espositivo è attualmente disponibile per essere accolto in contesti museali, istituzioni culturali e spazi dedicati all’arte contemporanea, con possibilità di adattamento in relazione ai luoghi e ai programmi ospitanti.
L’Associazione “La Casa degli Artisti” è aperta a collaborazioni e dialoghi con realtà interessate a ospitare e sviluppare ulteriormente il progetto.

Info: “La Casa degli Artisti” / Tel. 346 2206224 / 348 5275776 / lacasadegliartistipg@gmail.com /
www.lacasadegliartistiperugia.it