Di Simone Bandini

 

“È Ribelle chiunque sia posto, dalla legge della propria natura, in relazione con la libertà: una relazione che lo trascina, nel corso del tempo, a una rivolta contro l’automatismo e al rifiuto di accettarne la conseguenza etica, ovvero il fatalismo”.

Ernst Jünger, Trattato del Ribelle, 1951.

 

 

A voler apparire profetico potrei citare il mio editoriale dell’inverno 2024/25 che avevo genialmente chiamato ‘Trump(olino)’, a suggerire una situazione di iperbole e accelerazione politica, dagli esiti potenzialmente rivoluzionari – e gioco forza irrazionali. I lettori più superficiali, forse, avranno finito per pensare che volessi magnificare il dispotismo turbo capitalista del magnate americano. A chi mi conosce o mi segue da tempo, non sarà invece sfuggita la decisa vena critica, oltre-sistema.

“In questa situazione di passaggio, per la prima volta e sul serio, il feticcio assoluto del ‘mercato’ – divinità manichea del capitalismo – non appare più entità perfetta, intoccabile, ma i suoi attributi si fanno condizionati dalla mediazione dello Stato che ritrova la sua autorità ‘metafisica’ e i suoi valori costitutivi e fondanti” – permettetemi questa autocitazione; proprio qui avevo intuito come il sovranismo Made in Usa avrebbe finito per fomentare uno statalismo del tutto inedito per gli States, con l’annullamento dei corpi intermedi e della mediazione dell’opinione pubblica, resa irrilevante quando non addirittura sistematicamente ridicolizzata.

“Non è tanto ciò che Donald Trump dichiara ad essere determinante ma ciò che egli incarna a superare la sua mera funzione politica: il pensiero riformatore del capitalismo è già tra di noi ed in lui ha trovato un possibile veicolo di espressione. Sarà lui a guidare il necessario processo riformatore del capitalismo?” – avevo anche chiesto. E questo mio quesito trova oggi, a distanza di un paio d’anni, una risposta decisamente affermativa. Chi ha sottovalutato l’approssimazione tipicamente yankee del tycoon ha peccato di sufficienza e commesso un grave errore di valutazione.

Siate oltre il sistema! Non cascate nel gioco delle parti che vi propinano a turno, la commedia parlamentare e la messinscena democratica, internazionale e nostrana. Con la guerra alle porte, l’inflazione galoppante, la benzina in volo verso i 2.50 euro, il relativismo culturale, le invasioni migratorie stile Ceuta e la più bassa natalità del mondo – non si possono dormire di certo sonni tranquilli. Dubitate dei vecchi e dei nuovi Pulcinella di turno, ma specialmente siate ribelli, puri e integri, perché l’edificio sta crollando e sarà importante poggiare su solide fondamenta.

Come ben descritto da Platone – uno che se ne intendeva di idealismo e di valori fondanti – nel Libro VIII della Repubblica, la democrazia si converte in tirannide quando l’eccesso di libertà genera il caos e spinge il popolo a cercare un capo autoritario. Notate delle similitudini con i nostri tempi?

Si potrà obiettare che non ci sono, oggi, e specialmente nel mondo occidentale, personalità di rilievo in grado di incarnare assolutismi credibili. Concordo.

Ma che il dispotismo sia ormai nella sua essenza impersonale è ormai un fatto. Pensate alla rete globale internet o all’intelligenza artificiale, all’identità elettronica e alle mille diavolerie virtuali che ammorbano le vostre esistenze e che non vi permettono più di essere liberi. Non ci sarà scampo se non ci sarà un ritorno a un principio di ‘verità e presenza’. Tornate ad amare la vostra libertà, siate ribelli.

 

Ascolto Consigliato: ‘Scream (Funk My Life Up)’, Paolo Nutini

 

 

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