Di Chiara Sebastiani
La luce non è semplicemente qualcosa che illumina un ambiente. Può modificarne le proporzioni, valorizzarne un dettaglio, creare un’atmosfera, accompagnare un’architettura e perfino cambiare il modo in cui viviamo una casa. È proprio partendo da questa idea che Cristina Baldi e Marco Pagni hanno costruito, negli ultimi quindici anni, la storia di EsterEvo, realtà specializzata nella progettazione illuminotecnica e nella realizzazione di soluzioni personalizzate.

Il nome stesso racconta qualcosa delle loro radici: “Ester” è Ester, la nonna di Marco, mentre “Evo” richiama l’evoluzione. Un nome che sintetizza bene una filosofia nata dall’esperienza, ma sempre proiettata verso il futuro. Cristina e Marco lavorano insieme da oltre quarant’anni e, prima di fondare EsterEvo, avevano maturato una lunga esperienza nel settore dell’illuminazione. Quindici anni fa la scelta di mettersi in proprio, portando con sé conoscenze, passione e soprattutto una precisa idea di ciò che volevano fare: non limitarsi a proporre lampadari e corpi illuminanti, ma progettare la luce.
“Il vero patrimonio della nostra attività è la personalizzazione”, racconta Cristina. Ed è probabilmente questa la parola che più di tutte distingue il loro lavoro. Il percorso parte dal sopralluogo, prosegue con la progettazione e arriva direttamente in cantiere, dove ogni soluzione viene studiata in funzione dell’architettura, dei materiali e delle esigenze di chi vivrà quello spazio. Un programma permette inoltre di visualizzare in anticipo quale sarà il risultato dell’illuminazione progettata, offrendo una percezione immediata dell’ambiente finito. Cristina segue soprattutto la parte creativa e i cantieri; Marco si occupa maggiormente degli aspetti tecnici, dei calcoli e della realizzazione degli oggetti. Le competenze, però, si incrociano continuamente: una vera “cross competence” che permette ai due professionisti di confrontarsi e completarsi.

EsterEvo non si occupa soltanto di nuove realizzazioni. Una parte particolarmente significativa dell’attività riguarda infatti il recupero, la riparazione e l’adattamento di sistemi e oggetti di illuminazione già esistenti. Lampadari da restaurare, corpi illuminanti ormai fuori produzione, vecchi faretti esterni che non possono essere semplicemente sostituiti: spesso la soluzione consiste nel recuperare ciò che già esiste e renderlo nuovamente funzionale, anche attraverso la modernizzazione dell’impianto. È un lavoro che richiede esperienza e capacità di trovare soluzioni dove apparentemente non ce ne sono. E che porta EsterEvo a intervenire non soltanto in Toscana, ma anche in altre parti d’Italia, da Roma alla Sardegna. Tra gli interventi realizzati figurano anche lavori per realtà di grande prestigio, come una parte di Palazzo Farnese a Roma, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e importanti strutture museali a Cagliari.
Negli ultimi anni, uno dei cambiamenti più importanti nel mondo dell’illuminazione è stato naturalmente l’arrivo e l’evoluzione del LED. Una tecnologia che, secondo Cristina, ha aperto possibilità creative impensabili con le lampade tradizionali. Ma proprio per questo richiede competenze specifiche. Il LED non significa semplicemente consumare meno. “Leviamoci dalla testa il risparmio”, sottolinea Cristina. Il vero vantaggio è la possibilità di costruire scenografie luminose, ottenere una luce più confortevole e creare effetti che prima non erano possibili. Ma per ottenere un buon risultato servono solide basi di illuminotecnica: una luce troppo bianca, troppo gialla, diretta o semplicemente posizionata nel posto sbagliato può compromettere completamente un ambiente. La tecnica viene prima della creatività, dunque. Solo dopo aver stabilito quanta luce serve e come distribuirla è possibile costruire quella parte emozionale che trasforma un progetto in qualcosa di personale. E questo vale anche negli ambienti più tradizionali. Ville storiche, casolari, rustici con travi e pietra possono convivere perfettamente con la tecnologia contemporanea, purché il LED venga utilizzato con discrezione e sensibilità.

L’obiettivo, spiega Cristina, è spesso quello di non vedere il corpo illuminante, ma soltanto la luce che produce. In alcuni progetti, inoltre, la tecnologia moderna viene accostata a elementi classici, come un importante lampadario in vetro di Murano: una contaminazione che può creare contrasti di grande effetto. Per EsterEvo, infatti, il lampadario non deve necessariamente essere la fonte principale della luce. Può diventare un vero e proprio elemento d’arredo, mentre l’illuminazione dell’ambiente viene costruita altrove, attraverso una serie di punti luce studiati con precisione.
La stessa filosofia si ritrova nella progettazione degli esterni, settore dal quale EsterEvo è nata. Uno degli interventi che Cristina considera tra i più significativi della sua lunga carriera è quello realizzato per una struttura ricettiva, partendo praticamente da zero: un terreno, una casa, un bosco e un progetto da trasformare in uno spazio da vivere anche di sera. Strada, parcheggio, piscina, giardino e architettura sono stati collegati attraverso una scenografia luminosa capace di alternare elementi classici e tecnologia LED.
È forse qui che si comprende meglio il senso del lavoro di EsterEvo: partire da uno spazio vuoto e arrivare a un ambiente completamente diverso, nel quale la luce non si limita a mostrare ciò che esiste, ma contribuisce a crearlo.

Accanto alla progettazione, c’è poi una produzione più personale. EsterEvo realizza infatti lampade e oggetti propri, nati spesso proprio dall’esigenza di offrire qualcosa che non sia reperibile sul mercato. È il caso della serie “Asia”, prodotta esclusivamente da EsterEvo, oppure degli oggetti realizzati su disegno per architetti e aziende.
Dopo più di quarant’anni nel settore, Cristina e Marco guardano dunque alla luce con la consapevolezza di chi ne ha seguito ogni trasformazione. Dalla stagione dei grandi lampadari all’epoca del LED, dalle fiere internazionali ai cantieri, la loro storia professionale è diventata parte integrante di quella di EsterEvo.
Una storia fatta di esperienza, aggiornamento continuo e creatività, ma soprattutto della convinzione che illuminare bene significhi molto più che accendere una lampada. Significa capire uno spazio, interpretarlo e trovare, ogni volta, il modo giusto per farlo vivere.
Info: EsterEvo, Via Italo Laserdi, 46 – Monsummano Terme (Pt) / Tel. 0572 1790001 / www.esterevo.com / info@esterevo.it
