di Chiara Sebastiani

 

A volte i luoghi più desiderati non sono quelli che tutti conoscono, ma quelli che ancora conservano il privilegio della scoperta. È una riflessione che emerge quasi subito tornando a incontrare Roy Santi, titolare dell’agenzia immobiliare Dimore Toscane – HousesinTuscany.com, a distanza di un anno dalla nostra precedente conversazione.

 

Nel frattempo, qualcosa è cambiato. O forse, più semplicemente, si è rafforzata una tendenza che da tempo attraversa la Media Valle e la Garfagnana: l’interesse crescente di chi cerca una Toscana autentica, lontana dai percorsi più battuti e dalle immagini ormai inflazionate del turismo internazionale.

«C’è stato un bel movimento», racconta Roy. «Ci sono state diverse vendite, anche di immobili che erano sul mercato da molto tempo. Anzi, potrei quasi dire che oggi mi mancano le case da vendere!».

Una frase che fotografa bene il momento. Se per anni il mercato immobiliare locale ha proceduto con ritmi prudenti, oggi si registra una domanda più vivace, soprattutto da parte di acquirenti stranieri che non cercano soltanto una casa, ma un modo diverso di vivere.

Secondo Roy, la forza di questo territorio risiede proprio nella sua capacità di sorprendere. «Sei in Toscana, ma non nella Toscana più conosciuta. Sei nella Toscana della scoperta. È una dimensione che continua ad affascinare». Non è un caso che molti dei nuovi interessati provengano da Paesi come Danimarca, Olanda, Belgio e Polonia. I britannici restano presenti, forti di un legame storico con Barga e la valle, ma oggi il panorama internazionale si è ampliato.

Chi arriva qui, spesso, ha già visitato la zona e ne ha compreso il carattere. Cerca autenticità, paesaggi veri, relazioni umane e un ritmo di vita differente. Cerca una Toscana che non sia soltanto da fotografare, ma da abitare. Naturalmente non tutte le aspettative corrispondono alla realtà. Roy lo sottolinea con la sincerità che lo contraddistingue: internet e i social possono alimentare visioni romantiche che rischiano di essere superficiali.
«Bisogna fare esperienza del luogo», spiega. «Vedere, toccare, capire. Alcuni si innamorano di un’immagine senza conoscere davvero ciò che stanno acquistando».

Per questo la ricerca dell’immobile giusto resta un percorso fatto di ascolto e consapevolezza. Le proprietà più richieste continuano a essere quelle che raccontano una storia: ville di carattere, casolari tradizionali, abitazioni restaurate con rispetto per l’architettura originaria. I dettagli fanno la differenza. Travi in legno, pavimenti in cotto, antiche pietre, terrazze affacciate sul paesaggio. Elementi che per generazioni sono stati considerati semplicemente parte del quotidiano e che oggi vengono riscoperti come patrimonio culturale. Roy ricorda spesso come siano stati proprio gli stranieri, già dagli anni Sessanta, a cogliere per primi il valore di molti aspetti dell’architettura rurale locale. «Gli inglesi vedevano bellezza dove gli italiani vedevano cose vecchie da sostituire. Hanno osservato queste case con occhi nuovi». Uno sguardo esterno che, negli anni, ha contribuito a valorizzare interi borghi e a diffondere una nuova sensibilità verso il recupero del patrimonio storico. Oggi, però, il fenomeno si accompagna a nuove opportunità. La crescita degli affitti turistici e delle formule di ospitalità diffusa sta cambiando il modo di guardare agli immobili. Anche le recenti normative nazionali dedicate agli affitti brevi testimoniano come il settore sia ormai considerato una componente significativa dell’economia italiana.

 

 

Per Roy, questo rappresenta una possibilità concreta soprattutto per territori come la Media Valle e la Garfagnana, dove i valori immobiliari restano ancora competitivi rispetto ad altre aree della Toscana. «Ci sono proprietà che, se fossero sulle colline intorno a Lucca o in altre zone più note, avrebbero quotazioni ben diverse. Qui esistono ancora margini interessanti e occasioni da valutare con attenzione». Non si tratta soltanto di investimento economico. Sempre più persone scelgono infatti di trascorrere lunghi periodi sul territorio o di trasferirsi stabilmente, grazie anche alla diffusione del lavoro da remoto e a una crescente ricerca di qualità della vita.

In questo scenario, il concetto più importante resta sempre lo stesso. Roy lo ripete quasi come un mantra: «Location, location, location».

Ma il significato va oltre la semplice posizione geografica.

La location è certamente il panorama, la vista, il contesto paesaggistico. È il borgo, la piazza, il sentiero che passa dietro casa. Ma è anche qualcosa di meno tangibile: la storia del luogo, il suo carattere, la sensazione che trasmette. «Esiste una location fisica e una location culturale», spiega. «I dettagli dell’immobile devono dialogare con il territorio e raccontare dove ci troviamo».

Forse è proprio questa la ragione per cui alcune case sembrano possedere una personalità tutta loro.
Roy utilizza un’immagine tanto insolita quanto efficace per descrivere questo rapporto tra una persona e la sua futura casa. «Noi non scegliamo le case. Sono le case che scelgono noi».

 

 

Poi aggiunge una riflessione ancora più profonda: «Davanti a una proprietà dobbiamo spogliarci, dobbiamo essere metaforicamente nudi. Se in quel luogo ci sentiamo a nostro agio, se percepiamo una forma di autenticità e di appartenenza, allora possiamo affrontare tutte le questioni pratiche e burocratiche che seguono». È una visione che va ben oltre il mercato immobiliare. Le abitazioni che lasciano il segno non sono necessariamente le più grandi o le più costose. Sono quelle che riescono a stabilire una relazione emotiva con chi le visita, quelle che raccontano una storia e che, in qualche modo, sembrano aspettare proprio la persona giusta. Quelle che hanno carattere.

E proprio queste sono le proprietà che Roy continua a cercare.

«Sono sempre alla ricerca di case che riflettano il contesto storico e culturale del territorio. Non importa che siano umili o prestigiose. Devono avere carisma, personalità, identità».

In fondo è questo che rende unica la Toscana della scoperta: non soltanto i paesaggi, ma le storie custodite dietro ogni porta. Storie che aspettano ancora qualcuno disposto a fermarsi, ad ascoltarle e a immaginare il proprio futuro tra queste montagne.

 

Info: Dimore Toscane, Via G. Marconi 14, Barga (Lu) / Tel. 0583 723698 / Mob. 348 8607786 (Roy) /  www.dimoretoscane.com / www.housesintuscany.com /  roysanti@dimoretoscane.com /  roy@housesintuscany.com

 

 

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