Di Claudia Cencini

 

Lorenzo e Federica hanno dato vita e corpo a un sogno: il Giardino di San Brizio, un angolo di Paradiso alle porte di Spoleto, aperto al pubblico da metà maggio a fine settembre. Regala pace, bellezza, magia in un trionfo di profumi e colori… e non costa nulla. Che aspettate? Venite a scoprirlo!

 

Bennato canta “L’isola che non c’è”, noi invece pensiamo che esistono isole anche senza mare, che fanno sognare e stare bene chi vi approda. Vanno solo cercate. Una di queste, che si bagna del viola della lavanda e dei colori di altri fiori e piante officinali coltivati al naturale, è il Giardino di San Brizio, ideato e voluto da Lorenzo Muzzi e sua moglie Federica Mosca, corriere lui, psicologa lei, uniti dalla passione per il bello e da quel pizzico di follia tipico di chi insegue i propri ideali. Chi ha detto che i sogni non si avverano? Lorenzo e Federica, sono riusciti a realizzare il loro piccolo Eden, che ora più che mai vogliono condividere con chi vorrà visitarlo.

 

 

L’amor che move il sole e l’altre stelle…

Dante aveva proprio ragione, è l’amore il motore di tutto. Ed è l’amore fra Lorenzo e Federica che si è materializzato in un’idea che ha le sembianze di una favola, dove immergersi con l’emozione e il candore di Alice nel paese delle meraviglie alla scoperta di un luogo che pochi conoscono, ma che esiste e vi aspetta, pronto ad accogliervi per una passeggiata rigenerante o per un selfie da postare sui social, in un’ebbrezza cromatica che riporta al simbolismo dell’arcobaleno. In questo ambiente fiabesco, che stacca la spina dalla realtà, Lorenzo e Federica sono pronti ad accogliere a braccia aperte chi vorrà tastare con mano il fascino di questo luogo magico, attraverso un percorso introdotto da un arco rivestito di roselline gialle che dà il via a un sentiero costeggiato di steccati per una full immersion in una tavolozza di sfumature cromatiche che solleticano l’occhio e l’olfatto.

 

In principio un fazzoletto di terra

Un progetto giovane, ma neanche tanto se si pensa che sono quasi dieci anni che i nostri due “piccioncini” coltivano quest’idea a metà fra sogno e wellness. “Tutto nacque per gioco – svela Lorenzo – io e Federica stiamo insieme dal 2016, nel 2019 ci siamo sposati e proprio in quell’occasione confezionammo le prime bomboniere di lavanda. Così è nato questo progetto che oggi sta crescendo e ci rende felici”.

Ma l’aspirazione della giovane coppia non è solo quella di un’affermazione personale, perché quella felicità che hanno trovato in un pezzo di terra, vogliono “regalarla” a tutti, aprendo le porte del loro giardino. Ma entriamo nel loro mondo per restarne estasiati e coinvolti in un’atmosfera unica che fa bene al corpo e all’anima. Un mondo da conoscere e far conoscere per concedersi una pausa dallo stress e rendersi conto che non serve andare alle Maldive per rigenerarsi, basta una passeggiata a un tiro di schioppo dalla città del Festival e di Don Matteo. Fa bene al corpo e all’anima.

Per capire meglio la genesi del giardino (“non chiamatelo lavandeto – si raccomandano”) bisogna partire dalla terra di famiglia: “Mio padre coltiva da anni un orticello di 30 metri dietro casa– racconta Lorenzo – gli altri 70 erano in abbandono, così all’inizio ne sfruttammo una ventina per mettere a dimora 50 piante di lavanda, poi via via ci siamo allargati coltivando gli altri 50 metri di terreno e oggi nel nostro giardino si contano 750 piante di lavanda, che convivono con altre specie botaniche e floreali, come lilla, glicini, piante delle farfalle e molto altro, in un connubio di frutti rossi, lamponi e fragole. Lungo il percorso si può, inoltre, sostare sotto l’ombrello naturale degli olivi di famiglia, che invitano alla siesta o al pic-nic.

 

Idee regalo fuori dal coro

Dal giardino si estrae la materia prima per sacchetti profumanti e olii essenziali. Per la vendita di questi manufatti autoprodotti Lorenzo ha preso il tesserino da hobbista, ma l’inizio non è stato tutto rose e fiori, tanto per restare in tema: “Mio padre, uomo vecchio stampo, mi disse: “Che ci fai con la lavanda? Tanto non ti rende.”. Mi sono rimboccato le maniche e ho cominciato ad andare per mercatini a vendere sacchetti ripieni di semi secchi di lavanda per profumare la biancheria, l’auto e la casa, poi ho trovato una ditta marchigiana per l’estrazione dell’olio di lavanda e ho iniziato a vendere le boccette da 10 ml di olio essenziale a 10 euro l’una, il ricavato lo metto in denuncia fra gli altri redditi”.

Attenzione però, non tutti sanno che l’olio di lavanda non va usato puro sulla pelle, ma diluito prima in un olio vettore, altrimenti può provocare eritemi ed eruzioni cutanee anche gravi.

 

Perchè visitarlo

Cosa spinge il visitatore a entrare nel giardino di San Brizio? Innanzitutto la curiosità di scoprire, passo dopo passo, le sorprendenti tappe di questo percorso immersivo, unico nel suo genere. Poi la voglia di estraniarsi dallo smog e dai ritmi di una quotidianità sempre più asfissiante per respirare a pieni polmoni l’aria pulita e il profumo inebriante che si sprigiona dalla lavanda e dagli altri fiori. Qui ci si può riscoprire bambini a tutte le età. Le scuole dell’infanzia hanno già testato i benefici di un sopralluogo ludico, ma anche chi ha non ha più vent’anni potrà riconciliarsi con sé stesso ritrovando pace e armonia interiore. Inoltre il giardino non è aperto solo agli umani, anche gli animali sono ben accetti purché si osservino le regole basilari di civiltà e buon senso.

Per incentivare le visite, i proprietari hanno in cantiere una serie di eventi e iniziative spalmati da maggio a settembre, periodo di apertura al pubblico. Ce lo spiega meglio Lorenzo: “Il nostro giardino si presta all’organizzazione di laboratori di rilassamento, arteterapia e musicoterapia. Abbiamo già ospitato mostre d’arte e presentazione di libri, ma vorremmo ampliare l’offerta a eventi tematici per far rivivere antiche tradizioni legate a ricorrenze come l’acqua di San Giovanni o la notte di San Lorenzo. In più siamo aperti alla collaborazione con fotografi professionisti per la realizzazione di shooting e servizi con modelle, oltre che con le case produttrici di film e fiction che potrebbero trovare nel nostro giardino una cornice ideale per i loro set”.

 

Bando ai pesticidi

“Pur richiedendo una manutenzione costante – spiega Federica – le piante che abbiamo scelto di coltivare non richiedono particolari attenzioni, anche l’irrigazione è contenuta trattandosi di un dry garden, certo col solleone di luglio bisogna annaffiarle per non farle seccare, ma per il resto sono varietà floricole e botaniche che non necessitano di cure specifiche”. Insomma, ci troviamo di fronte a specie che, oltre ad essere estremamente decorative per la forma e i colori sgargianti, proliferano in simbiosi con il mondo animale.”

Non è un caso che chi entra in questo giardino “sui generis” si troverà a contatto con fiori e piante botaniche naturali al 100 per cento, qui non si usano pesticidi per scelta dei gestori dell’area che lasciano tutto “nature” senza aggredire con killer chimici nessuna creatura lasciata libera di proliferare nella terra e nell’aria. “Le api sono preziose per la salute dell’ecosistema – spiegano – e ora che vivono un periodo difficile vanno più che mai salvaguardate, così i lombrichi che apportano benefici ai terreni, idem le zanzare”. Ne sa qualcosa Federica, che fa da parafulmine: “In mezzo a una folla pungono solo me”. Un sacrificio compensato dalla magia di questa “bolla” colorata che regala benessere a chi vi entra.

 

Gli orari del Giardino di San Brizio

Il Giardino di San Brizio, aperto al pubblico da inizio giugno a fine settembre, osserva i seguenti orari:

Lun. – Ven.: dalle 19:00 alle 20:30

Sabato e domenica: 09:00 – 12:00 / 17:30 – 20:30

L’ingresso è gratuito (a offerta libera); gradita la prenotazione per poter smistare a turno le visite in gruppi di massimo 30 persone.

 

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