A Cura della Redazione

 

“Tante sono le peculiarità del nostro territorio che va dalle Balze alla montagna del Pratomagno, passando per la strada panoramica Setteponti, per farvi scoprire meraviglie e bellezze come la Torre di Arnolfo di Cambio e lAbbazia di Soffena a Castelfranco, la Pieve romanica di Piandiscò, i campi di giaggiolo in fiore, il percorso delle Balze, le feste popolari e religiose nelle nostre piazze, le specialità culinarie dei ristoranti tipici e degli agriturismi. Sentieri e cammini nella natura che aspettano di essere trascorsi e gustati, come il sentiero dellAcqua Zolfina. Relax, camminate e buon cibo vi aspettano!”

 

 

Libri in Comune e Spazio Mostra

“Inoltre, l’Amministrazione Comunale, consapevole del valore culturale e sociale dell’arte, promuove attraverso la rassegna letteraria la valorizzazione dei talenti locali, offrendo loro spazi comunali di visibilità per mostre e presentazioni letterarie. L’obiettivo è stimolare la crescita culturale della comunità, attivando un dialogo tra il territorio e le sue eccellenze artistiche e letterarie”.

 

Concorso Capodaglio

“L’ Amministrazione comunale ospita inoltre il Concorso Nazionale Wanda Capodaglio promosso dall’Associazione Wanda Capodaglio, dedicato ai giovani talenti del teatro italiano. Il concorso, che celebra la memoria della grande attrice e maestra di teatro, rappresenta un’occasione preziosa per i giovani interpreti di esprimere la propria arte e confrontarsi con la tradizione teatrale italiana”.

 

Antonella Grassi

Assessore cultura e turismo del Comune di Castelfranco Piandiscò

 

 

Festa del Giaggiolo

 

Nei giorni sabato 9 e domenica 10 maggio 2026 presso il prato dell’Abbazia di S. Salvatore a Soffena a Castelfranco di Sopra nel Comune di Castelfranco Piandiscò si svolgerà la seconda edizione della Festa del Giaggiolo.

La coltivazione del giaggiolo (Iris pallida) è una delle attività agricole tradizionali della nostra terra e coinvolge intere famiglie. Nel mese di maggio si può passeggiare accanto a distese di fiori violacei e proprio lungo la strada Setteponti, in località Grania, a Castelfranco di Sopra, si trova lo stabilimento della Cooperativa Toscana Giaggiolo, di cui fanno parte oltre 200 produttori, prima in Italia a usare un distillatore per la realizzazione del pregiato burro di iris. E’ un piacere soffermarsi tra pianelli e terrazzamenti che salgono verso la frazione di Caspri e Pulicciano, per assistere al perpetuarsi di un’antica tradizione del mondo agricolo locale.

 

Programma

SABATO 9 MAGGIO

– Ore 9:00 apertura della manifestazione

– Trekking “Camminata del giaggiolo”

– Dalle ore 10:00 alle ore 23:00 spazi ludici bambini con parco giochi pedagogici in legno, laboratori pittura su tela aperti a tutti, spettacolo di teatro comico, stand mostra mercato giaggiolo, stand gastronomici

– Visite guidate Abbazia di San Salvatore a Soffena

– Apertura mostra fotografica, mostra pittura a tema “giaggiolo” e elaborati concorso scolastico

– Concerto nel prato della splendida Abbazia di San Salvatore a Soffena

 

DOMENICA 10 MAGGIO

– Dalle ore 9:00 alle ore 23:00 spazi ludici bambini con parco giochi pedagogici in legno, laboratori pittura su tela aperti a tutti, spettacolo di teatro comico,

– Apertura mostra fotografica, mostra pittura a tema “giaggiolo” e elaborati concorso scolastico

– Premiazione progetto con Istituto Comprensivo Don   Lorenzo Milani

– Visite guidate Abbazia di San Salvatore a Soffena

– Simposio (Convegno) del Giaggiolo “Il valore della sostenibilità”

– Concerto nel prato della splendida Abbazia di San Salvatore a Soffena

– Ore 23:00 Ringraziamenti e chiusura manifestazione

 

Cosa cercare aCastelfranco

Nel 1299 Firenze decise di fondare, su una collina lungo la via di pellegrinaggio oggi chiamata Setteponti, un’altra città-fortezza come baluardo contro la nemica Arezzo. Per attirare nuovi abitanti, si garantì loro dieci anni di esenzione fiscale e terreni su cui costruire le proprie case. In cambio, però, gli abitanti dovevano costruire le mura della città. Dalla piazza quasi quadrata della “terra nuova“, con il municipio decorato con stemmi, le strade principali si diramano ad angolo retto, come in un antico castrum romano. Il centro storico è straordinariamente intatto, il che gli è valso il riconoscimento di «uno dei borghi più belli d’Italia».

 

Abbazia S. Salvatore a Soffena 

Appena fuori dal paese si trova il complesso costituito dalla chiesa, dal chiostro e dal convento. La Badia è menzionata già in un documento del 1014. Nel 1090, con una bolla papale di Urbano II, fu affidata ai monaci vallombrosani insieme ad altri possedimenti. Resti etruschi e longobardi testimoniano una lunga tradizione – anche il toponimo Soffena è di origine etrusca.

 

Da vedere sono gli affreschi all’interno della chiesa risalenti al XV secolo, tra cui quelli di Giovanni di Ser Giovanni, detto “lo Scheggia”, fratello di Masaccio, e di Mariotto di Cristofano, suo cognato. Aperto lunedí (2o e 4o del mese chiuso), mercoledì, venerdì ore 14.15-18.45, martedì, giovedì ore 9.15-13.45, 1o e 3o sabato del mese ore 9.15-13.45, 2o e 4o sabato del mese ore 9.15-12.45, 2a e 4a domenica del mese ore 8.30-13.45, entrata libera.

 

 

Chiesa di S. Tommaso

Contemporanea all’edificazione di Castelfranco, fu ampliata nel XVII e XVIII secolo e restaurata nel 1932. Poco resta dell’edificio originario; anche l’elegante porticato è un rifacimento del 1755. Sulla facciata a capanna con medaglione centrale, è il bel portale settecentesco che introduce all’unica navata coperta da capriate lignee e conclusa dal presbiterio con cupola. Il campanile, innalzato nel 1882, sostituì quello più antico a vela. L’interno, ad aula unica, conserva numerosi arredi sei-/settecenteschi.

 

Chiesa di S. Filippo

Dedicata a S. Filippo Neri (canonizzato nel 1621), la cui famiglia era originaria di Castelfranco, la chiesa  fu edificata nel 1631. L’elegante facciata barocca è in pietra arenaria, con riquadri a intonaco e quattro lesene. L’interno a tre navate presenta il presbiterio, coperto a cupola, introdotto da un grande arco trionfale poggiante su lesene scanalate e capitelli corinzi. Sull’altare maggiore è collocata l’Estasi di San Filippo Neri (1640) di Matteo Rosselli.

 

Torre di Arnolfo e antiche Mura

Castelfranco, una delle Terre Nuove del contado fiorentino, fu progettato dal grande architetto medievale Arnolfo di Cambio, nativo di Colle Val d’Elsa. Per la Repubblica Fiorentina la torre detta anche Porta Campana doveva essere il simbolo della cittadina e fu eretta nella parte rivolta verso Firenze. Parte delle antiche mura sono ancora conservate per una piacevole passeggiata nel centro storico.

 

 

Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale o del Podestà, risale al tempo della fondazione di Castelfranco per ospitare il consiglio comunale, il capitano della lega e quindi il podestà. Sulla facciata sono gli stemmi superstiti dei podestà succedutisi nella carica, oltre ad epigrafe che ricordano particolari avvenimenti. La figura di San Filippo Neri fu dipinta in una nicchia sulla facciata intorno al 1717 dal pittore fiorentino Nicoló Pintucci.

 

Cosa cercare aPiandiscò

Il paese, con la sua chiesa parrocchiale millenaria, sorge a 350 metri di altitudine. Lungo il torrente Resco furono costruiti dei mulini, motivo per cui il paese si snoda ancora oggi verso valle.

 

Pieve di S. Maria a Scò

La Chiesa è situata in cima al paese, volgendo le spalle alla strada Setteponti. Le tre absidi e lo snello campanile vi accoglieranno con armoniosa semplicità. Il primo documento nel quale viene ricordata risale al 12 marzo 1008. La facciata volta verso valle è formata da cinque archi con lunghe lesene. L’interno è semplice e pulito, una luce flebile filtra dalle bifore e ne accentua la sobrietà. Le colonne all’interno sono decorate anch’esse con motivi di vita contadina e naturale. Un affresco raffigurante la Madonna col Bambino è attribuito al pittore Paolo Schiavo.

 

Cappella di Casabiondo

La cappella dell’Immacolata Concezione è un edificio religioso di Casabiondo, frazione sopra il paese di Piandiscò. Documentata in epoca rinascimentale, fu ristrutturata alla fine del XVII secolo, utilizzando uno stile barocco che per quanto sobrio, di derivazione tardo manierista, è piuttosto raro in Toscana.

 

La montagna del Pratomagno verso Gastra e Poggio alla Regina

 

Piandiscò e Castelfranco offrono accessi verso la montagna con cammini segnalati in bianco e rosso dal CAI. Da Casabiondo una strada bianca porta verso Gastra e un’altra fino ai resti di un antico castello medievale, Poggio alla Regina.

 

 

Cosa cercare aFaella

Nel XIII secolo, su una collina nei pressi dell’odierno centro abitato, sorgevano la chiesa di San Michele e un castello. Di questi edifici oggi non rimane più alcuna traccia visibile. La località stessa, denominata “Failla” o “Favilla”, era originariamente situata nella parte alta della vallata del torrente Faella, sulle ripide e scoscese balze. Nei secoli successivi il paese cadde sotto la Signoria fiorentina. Il 27 luglio 1944 Faella fu gravemente danneggiata. Per rallentare l’avanzata delle armate alleate, le truppe tedesche fecero saltare in aria edifici, strade e ponti. Gran parte del patrimonio edilizio storico del paese fu così distrutto.

 

Chiesa di S. Maria

Le prime notizie ufficiali della Chiesa di Santa Maria risalgono al 1260 e si trovano nel libro di Montaperti, documento ufficiale che testimonia l’allora guerra tra i guelfi e i ghibellini. Nel corso dei secoli la chiesa ha subito diverse modifiche, con una radicale ristrutturazione nel Settecento.

 

Corse dei Cavalli

L’identità dei Faellesi è fortemente legata alla Corsa dei Cavalli, che si svolge solitamente a luglio in occasione delle festività patronali, in onore di San Vitalissimo.

La corsa esiste sin dall’anno 1858.

 

 

 

Gioco dellAnello

il 26-27-28 giugno 2026

 

Il “Gioco dell’Anello” è una rievocazione storico-medievale che si tiene nella piazza del centro storico di Castelfranco di Sopra, nel comune di Castelfranco Piandiscò. Questo gioco è nato per iniziativa di un gruppo di persone e giovani nel 2019.

Il Gioco dell’Anello si ispira al Calcio Storico Fiorentino e a tanti altri giochi caratteristici del territorio toscano. E’ un misto tra rugby e basket. Si tratta di una competizione tra le quattro porte della città: Porta Aretina, Porta Buia, Porta Campana e Porta Montanina. Sette giocatori per squadra si sfidano in un campo di terra battuta di 18×18 metri, cercando di far passare la palla attraverso un anello posto a 3 metri di altezza.  Ogni squadra cerca di realizzare più punti possibili rispetto all’avversario nei due tempi di gara previsti di 20 minuti ciascuno. A fare da cornice al campo da gioco il Palazzo Comunale con l’affresco settecentesco del patrono San Filippo Neri sulla facciata e la centralissima piazza Vittorio Emanuele.

Si tratta di una bellissima realtà che coinvolge tutta la popolazione, a cominciare dalla sfilata in costumi medievali per le strade del paese, che vede impegnati tanti giovani durante tutto l’arco dell’anno.

 

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