I Due Cippi: la scuola della carne

La grande conoscenza di prodotti tradizionali e le antiche ricette permettono di proporre piatti unici dai sapori autentici che arricchiscono il menù e lo rendono originale e raffinato. Ogni singola materia è scelta con cura e selezionata con attenzione alla fonte – prima tra tutte la succulenta carne chianina ma anche di altre venti razze provenienti da tutto il mondo che, a seconda del periodo, sono accompagnate da ‘contorni’ di altissima qualità, come i funghi porcini e i tartufi della zona.

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Una terra amica del cicloturismo

“I sentieri Castiglionesi sono circa 100 chilometri di vie immerse nella natura che collegano la zona costiera con l’entroterra castiglionese. – spiega Enzo Riemma, presidente del Consorzio Maremma Experience – avvalendosi dei professionisti della bike, nostri associati, e di quelli dell’Albero delle Idee che dal 2013 in collaborazione con l’amministrazione comunale sono impegnati in queste attività, crediamo di poter rendere questi percorsi maggiormente fruibili per gli amanti del cicloturismo”.

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Casina Kitch, da gustare rigorosamente con le mani

Il format e il concept di Casina Kitch è quello di una Hamburgeria ‘gourmet’: panini di alto livello partendo da una ricetta del pane personalizzata, con l’acquisto di prodotti di prossimità a chilometro zero – una spesa che Gabriele cura personalmente e giornalmente: “Ho progettato il locale senza mai pensare ad un congelatore”, ci dice, un concetto di cucina espresso senza compromessi.

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La Vecchia Cantina di Montepulciano – Una storia nel vino

I suoi vigneti si estendono sui fianchi della collina e sui pendii sottostanti, nella zona geografica destinata alla produzione del Vino Nobile di Montepulciano.  Qui, saldamente piantata nel territorio storico di Montepulciano, alle porte della città, si trova la Vecchia Cantina di Montepulciano che si occupa di produzione di vino da oltre ottant’anni.

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Jutta Wilhelm Coerper, artista e designer

Jutta è nata a Coblenz, nella regione tedesca della Renania, durante la Seconda Guerra Mondiale e ha studiato arte e design a Dusseldorf.  Aveva sempre sognato di lasciare la Germania per viaggiare, e trascorse un anno a Roma per studiare e lavorare all’estero.  Quando, dopo 6 anni di scuola d’arte, si presentò la possibilità di trascorrere un periodo in Sudafrica lavorando per un’azienda tessile, la giovane Jutta colse al volo l’occasione.  Trascorse i successivi otto anni in Africa, dove finì per lavorare come responsabile del design in tre diverse aziende.   È durante questo periodo che sviluppò un grande amore per la cultura africana e prendendo coscienza della difficile situazione della popolazione africana sotto l’Apartheid. Sempre in questo periodo, ha sviluppato un interesse per le questioni sociali di diversi popoli indigeni che coltiva ancora oggi.

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La casa di un vescovo in Toscana

La parte più antica della casa, la torre centrale, risale al XV secolo e il suo scopo originale era quello di torre di guardia a protezione del fianco della Toscana dall’Umbria papale. Divenne una casa nel 1771 quando furono aggiunte due ali a sinistra e a destra della torre dalla famiglia Tommasi, il cui stemma adorna una grande pietra incastonata nel muro sopra la porta principale. Questo si ripropone continuamente, consumato dal tempo, sulle pietre di copertura dei montanti divisori delle bellissime finestre bifore in pietra, nella parte anteriore dell’edificio. La famiglia Tommasi non è l’unica ad aver lasciato traccia del suo passaggio nella casa: la parte anteriore mostra una magnifica targa in ceramica del XVII secolo, proveniente da Doccia e raffigurante la Madonna dei Sette Dolori. La Madonna trova le sue origini in Toscana, quando sette giovani fondarono l’Ordine dei Servi e istituirono i Sette Dolori come devozione principale del loro ordine. È un’opera bellissima che si ammira ancora nella sua nicchia originale.

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