Di Claudia Cencini
Dietro le quinte dell’associazione di pubblica assistenza Stella d’Italia che da 131 anni è al servizio della città del Festival e della sua gente.
C’è una stella a Spoleto che brilla da 131 anni e non bisogna aspettare Natale per vederla perché la sua luce dura tutto l’anno. È la stella d’Italia, un’associazione no profit di pubblica assistenza che ha attraversato secoli e generazioni per arrivare fino a noi, più forte e lucente che mai. Sì, perché la Stella d’Italia, a dispetto della sua “anzianità” conserva quella bella gioventù che gli è data dai ragazzi che scelgono la strada del volontariato e quella passione che non si ferma mai e riluce negli occhi del suo presidente, Gianni Fernetti, instancabile condottiero di questa straordinaria “macchina” del bene.
Lo incontriamo nella sede di Madonna di Lugo, in uno spazio che dal 2011 assembla uffici, sale riunioni e parco macchine.
“L’abbiamo acquistata da un anno – ci dice orgoglioso – e ci apprestiamo a farne un polo aperto a tutta la cittadinanza a cui ci rivolgiamo per farci conoscere meglio e per poter fare di più in un’ottica di squadra e di sinergia comune, solo così si può crescere e migliorare”.

Un tuffo nel passato
A nome dell’associazione che rappresenta, il presidente, anzi Gianni (così vuol essere chiamato alla pari, allergico ai titoli che – dice – non servono) ha raccolto nel suo libro “Stella d’Italia” la storia di questo sodalizio, come ci ricordano i cimeli appesi alla parete della sala riunioni: bandiere e fiocchi di seta ricamata in oro che, nonostante l’usura e i segni del tempo, non hanno perso la loro magia e ci parlano di com’eravamo. Il nastro della memoria si riavvolge fino al novembre del 1894 quando un gruppo di cinquanta spoletini sotto la guida dell’avv. Suman, procuratore del Re, diede vita all’associazione spinto da un comune senso di appartenenza e dalla necessità di dare alla comunità spoletina un pilastro assistenziale di grande umanità.
A riportarci indietro ci pensa la portantina di legno e tessuto originale in bella mostra a piano terra dello stabile che ospita l’associazione, un pezzo unico che cattura lo sguardo e il cuore, dotato di maniglie allungabili sia nella parte posteriore che in quella anteriore per il trasporto del malcapitato paziente da parte dei poveri barellieri, considerate le condizioni del manto stradale dell’epoca.
A guardarla sembra una piccola biga, che merita ben altra visibilità, ma anche a questo sta pensando l’associazione con un progetto alla portata di tutti che darà ben altro risalto a questo e ad altri reperti di sanità e associazionismo “ante litteram”.

La “Stella” dà… i numeri
Nei decenni la Stella è diventata grande, grazie al lavoro di tanti che si sono dati da fare nel tempo con passione e abnegazione per il bene del prossimo. La sua attività si è fermata solo negli intervalli bellici ma già dal secondo Dopoguerra ha ripreso vigore grazie all’intraprendenza di grandi presidenti come Nicolai, Pastorelli e Zuccari, ed anche in tempo di Covid è stato un presidio indispensabile che si è prodigato per portare soccorso e sostegno alla comunità locale nell’affrontare il dramma della pandemia.
Attualmente svolge il servizio di trasporto in emergenza-urgenza nei comuni di Spoleto, Castel Ritaldi, Campello sul Clitunno e in tutta la Valnerina, conta circa 130 volontari, di cui una sessantina attivi ogni giorno, un nutrito gruppo under 17 che dà una marcia in più per freschezza ed entusiasmo e, soprattutto, 31 dipendenti che la qualificano come una delle poche realtà in grado di creare occupazione a Spoleto, oltre a 200 soci sostenitori frutto di un tesseramento in costante crescita.
Ed ecco qualche altro numero che dà la misura di un consuntivo che si basa sui fatti: nel 2023 sono stati effettuati 6.530 interventi di emergenza 118, 17.420 trasporti per taxi sanitario e una media di 18 viaggi al giorno per oltre 300 giorni per il trasporto di dializzati.
Stella d’Italia e Anpas, un connubio che funziona
Da tempo, la Stella d’Italia partecipa in collaborazione con l’Anpas al bando per il servizio civile, che funge anche da valvola di reclutamento per giovani volontari.
L’ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) nasce ufficialmente nel 1904 come Federazione Nazionale delle società di pubblica assistenza, ma affonda le sue radici nelle società di mutuo soccorso risorgimentali e viene eretta Ente Morale nel 1911. L’acronimo attuale, A.N.P.AS. (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenza), viene adottato in seguito a un’evoluzione statutaria, con un cambiamento decisivo nel 1987.

Non solo sanità
A differenza di quanto si tenda a pensare comunemente, la Stella d’Italia opera a 360 gradi non solo in ambito sanitario.
“Ci tengo a ribadire che l’operato associazionistico non si limita alla chiamata dell’ambulanza per le emergenze ospedaliere – precisa Fernetti – molti ci scambiano per il 118, siamo anche quello ma anche molto altro, è arrivato il momento di aprire un dialogo più aperto e sinergico con la cittadinanza tutta, le istituzioni e le imprese che operano sul territorio per un’opera di sensibilizzazione e consapevolezza sul nostro operato.”.
Il sodalizio si avvale di una serie di convenzioni di natura socio-sanitaria, collabora con associazioni locali come la Croce Verde e Spoleto nel Cuore, ma ora più che mai porge la sua mano in segno di disponibilità per allargare i confini di nuove partnership e per divulgare i propri servizi anche nella speranza di un rapporto più stretto con le istituzioni. Per ora l’unico filo che lega la Stella d’Italia al comune inteso come cosa pubblica consiste nel riproporre annualmente la presenza dell’associazione in ambito scolastico, in collaborazione con l’assessore all’istruzione Luigina Renzi e il formatore certificato, dottor Fulvio Toseroni, figura preposta alla formazione anche in ambito associativo.
“Si tratta di un’iniziativa rivolta alle quinte classi degli istituti di istruzione superiore e consiste in un ciclo di corsi di BLSD (Supporto di base delle funzioni vitali) per diffondere fra gli studenti ormai maggiorenni la conoscenza dei defibrillatori e il loro utilizzo in caso di emergenza attraverso una forma di tutoraggio didattico che incontra l’interesse dei ragazzi” – spiega Andrea Massari, responsabile del personale o, meglio, come preferisce autodefinirsi factotum della Stella.
Ma non è il solo, perché il suo è lo stesso spirito che anima dirigenti, consiglieri, volontari e dipendenti, tutti sullo stesso piano, pronti a reinventarsi e a fare squadra quando il bisogno chiama, anche se c’è da sporcarsi le mani con il lavoro duro.

Una luce che illumina
Oggi la Stella d’Italia è diventata un faro per Spoleto, un punto di riferimento per i cittadini che sanno di potersi rivolgere a chi è pronto ad aiutarli e sostenerli sempre nelle difficoltà e nella malattia, senza mai dire di no.
In campo sanitario l’associazione ha stretto una convenzione con la Asl e dispone di cinque postazioni, di cui quattro di emergenza, dislocate fra Spoleto e la Valnerina, e una utilizzata prevalentemente per le dimissioni dei pazienti ospedalizzati. Oltre a ciò, si avvale della forza umana e meccanica, ormai potente e strutturata, di cui dispone per poter rispondere anche ad altre esigenze che esulano dall’ambito prettamente sanitario. Ma non si contano gli altri servizi offerti, che vanno dai trasporti terapeutici alle commissioni per i privati cittadini che necessitano, ad esempio, della consegna di farmaci o beni primari a domicilio.
Inoltre, grazie a una convenzione stretta nel 2012 con l’U.E.P.E. (Ufficio di esecuzione penale esterna di Spoleto) la Stella d’Italia è impegnata nel reinserimento sociale di soggetti coinvolti in attività illecite.
Parola d’ordine formazione
Da premettere che niente è lasciato all’improvvisazione, ma si basa su un percorso di step formativi senza i quali non si accede a questo mondo. Gli esponenti della Stella ci tengono a ribadirlo, proprio per far passare il messaggio che la casualità e il qualunquismo non stanno qui di casa, ma al contrario si lavora tutti sodo per crescere professionalmente con l’obiettivo di dare un servizio quanto più possibile qualificato.
Chi vuole entrare troverà la porta aperta, a patto che si sottoponga a una serie di passaggi formativi al termine dei quali potrà dirsi pronto a indossare la “livrea” della Stella. A titolo esemplificativo, anche i volontari saranno formati ad affrontare le casistiche di emergenza più o meno stringenti, a maggior ragione i dipendenti chiamati a superare un training di quattro step: il primo di benvenuto, il secondo preposto alla qualifica di soccorritore barelliere, il terzo di autista, il quarto di autista soccorritore. Al termine del corso si dovrà superare un esame, per agevolare il percorso dei neofiti anche nel gestire le situazioni di emergenza più delicate l’associazione mette a disposizione il supporto di un consigliere medico e di una psicologa.
Per finire il presidente riassume così l’intento dell’associazione che rappresenta: “Vogliamo riconquistare la padronanza della nostra città, fare gruppo al di là della gratificazione del singolo, che pure ci inorgoglisce, e far passare il messaggio che ci distingue da sempre, di un associazionismo al servizio della gente”.
Associazione Di Pubblica Assistenza Stella D’Italia Spoleto, Via Antonio Gullotti 49, Spoleto (PG) / Tel +39 0743 49834 / www.stelladitaliaspoleto.it