Di Simone Bandini
Vi raccontiamo la storia di un emporio diventato una moderna impresa, la Pieroni srl, senza mai abdicare al suo ruolo di riferimento e supporto della comunità locale. Adelmo Pieroni ci ha aperto le porte della curata e fornitissima sala mostra di Diecimo, nei pressi di Borgo a Mozzano.

“Si poteva vendere tutto, meno che l’oro!”. Così diceva il nonno Adelmo, quando raccontava del primo negozio di Corsagna. E forse è proprio da qui che si può partire per raccontare la storia della Pieroni: da un emporio di paese dove c’era tutto quello che serviva per vivere, costruire, andare avanti. Tutto, tranne l’oro!
Siamo nel dopoguerra, ma in realtà le origini di questa avventura sono ancora precedenti: i genitori della nonna avevano avviato un’attività che non era un semplice negozio, quanto piuttosto un punto di riferimento per una comunità che aveva poco, ma aveva bisogno di tutto.
“Alimentari, scarpe, vestiti, attrezzi, ‘liquori caricati a camionate’ sotto Natale”, ci racconta Adelmo con un’espressione trasognata. A Corsagna, dove le alternative non c’erano, l’emporio fu una forma di welfare spontaneo, fatto di fiducia e relazioni.

Poi subentrò il nonno Adelmo, insieme ai figli Dino e Dina. Siamo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, e l’attività cresce insieme al paese. Corsagna è piccola, ma viva, con una forte tradizione di muratori e imprenditori. È quasi naturale che, accanto ai generi di prima necessità, compaiano i primi materiali da costruzione. Il cemento arriva in camion e viene scaricato a mano, custodito in un garage che prima ospitava l’auto di famiglia.
“Allora fu acquistata una jeep degli americani a Livorno, poi un ‘Mercedes Unimog’: servivano per portare i materiali nei cantieri, dove la valle si stava ricostruendo dopo le devastazioni belliche”, prosegue.
Nasceva così, quasi senza dichiararlo, la vocazione edilizia della Pieroni. Agraria, ferramenta, materiali edili: dai semi al cemento, passando persino dai fucili da caccia. Un vero emporio, appunto. Sempre con la stessa filosofia di servizio al paese.
La prima sala mostra di piastrelle fu poco più che: “Un gancio a L avvitato al muro, con alcune mattonelle 20 x 20 appoggiate l’una sull’altra”, sorride Adelmo. Oggi fa effetto pensarci – specialmente se facciamo un raffronto con l’alquanto fornito e curato show-room che abbiamo visitato – ma ai tempi fu una grande novità. E da lì si andò avanti, passo dopo passo, seguendo l’evoluzione del costruire e dell’abitare.

Quando entrarono in azienda Adelmo e Angelo, figli di Dino, il lavoro era già nell’aria, un’abitudine quotidiana fin dall’infanzia: “Chi lo impara lo fa”, è sempre stato il motto di casa. A dodici anni si cambiavano ad esempio le bombole del gas, si faceva quello che c’era da fare, non per vezzo ma per pura necessità. Erano gli anni del boom economico, e l’attività continuava a crescere.
Adelmo si occupa oggi della sala mostra, della scelta dei prodotti, dell’allestimento. Un lavoro che richiede occhio, gusto, capacità di anticipare i tempi. Le piastrelle, spiega: “Seguono mode cicliche come i pantaloni a zampa nella moda; ogni dieci anni tutto ritorna, ma sempre con una nuova consapevolezza. E già molto prima che diventasse una normale prassi, alla Pieroni si lavorava con progettazione digitale, rendering, simulazioni tridimensionali. Strumenti che non servono a stupire, ma a rassicurare la committenza, ad accompagnare le famiglie nella scelta”.
Fu intorno agli anni 2000 che l’azienda si spostò a valle, nell’attuale sede di Diecimo; senza tuttavia abbandonare il punto vendita di Corsagna, che continuò a vivere ancora per anni. Poi si arrivò in città, a Lucca, con una sala mostra diversa, più orientata al design e alle ristrutturazioni di livello.
Due anime, coerenti con due territori: la città e la valle. Diverse, ma complementari.

In mezzo, sempre le persone: italiani e stranieri, famiglie del posto e nuovi residenti arrivati da altri paesi, con idee diverse di come recuperare un ‘rustico’, e diverse sensibilità e concetti del bello.
Da Pieroni si trovano, ad esempio, sia il cotto tradizionale che il moderno, lo stile minimal o i materiali classici che hanno una storia da raccontare. Sempre con una scelta precisa, ovvero la qualità prima di tutto: “Senza questo criterio essenziale di scelta, la qualità, io non vendo nulla”, dichiara.
Non si tratta di uno slogan, ma di un archetipo essenziale al quale l’azienda è sempre stata fedele.
La stessa logica vale per i servizi: progettazione, assistenza, supporto ai professionisti, fino agli impianti, alle stufe, ai camini, oggi anche all’ecoedilizia, al fotovoltaico, agli infissi. Cambiano i tempi, cambiano le tecnologie, ma resta centrale il rapporto umano.
Internet ci può mostrare immagini, dare idee. Qui invece si costruiscono soluzioni reali, su misura, con qualcuno che si prende materialmente la responsabilità del risultato finale. Dopo quarant’anni di lavoro, Adelmo lo dice chiaramente: “La soddisfazione più grande è arrivare in fondo al progetto con un cliente sereno. Che potrà vedere e valutare in anticipo, attraverso le simulazioni e i disegni digitali, quello che avrà, e così si sentirà supportato e ‘accompagnato’”. “È il medesimo spirito di servizio di mio nonno, il quale diceva agli avventori: «Devi fare la casa? Piglia intanto la roba e vai tranquillo». Anche quando i soldi non c’erano…
Forse oggi qui l’oro c’è, in tante forme. Ma non è mai stato quello il vero valore che è invece l’esser rimasti fedeli a sé stessi, dal 1948 a oggi. Ancora ai nostri giorni, da Pieroni si entra per comprare qualcosa e si esce con un’amicizia in più.
Info: Loc. Pastino 67, Diecimo, Borgo a Mozzano (Lu), Tel. 0583 838375 / info@pieroni.it / www.pieroni.it
Lo show-room di Lucca è in Via Borgo Giannotti, 486.