Giorni di vento

Windy days
15/12/2017 - 11:30

Sul rapporto intimo tra la condizione umana e la contingenza naturale si sono stesi fiumi d’inchiostro. Il pezzo che oggi mi sovviene è della lucida penna di Hemingway, dal racconto Tre giorni di vento: “Fuori, adesso, la storia di Marge non era più così tragica. Non aveva neanche più tanta importanza. Il vento portava via tutto, anche queste cose (…). La cosa aveva perso tutta la sua importanza. Il vento col suo soffiare, gliela cancellava dalla testa. Ma poteva sempre andare in paese, sabato sera. Non era male avere qualcosa di riserva”.
Esemplare lo stile asciutto di Hemingway per esprimere la stretta combinazione di condizioni ambientali ed emotive.
Che l’uomo possa fare a meno della natura, nel senso di potersi elevare incondizionato, retto dal solo suo spirito, è un’altra facile illusione ben tratteggiata dall’iperbole shakespeariana di Molto Rumore per Nulla: “Non so nascondere quello che sono: devo essere triste quando ne ho il motivo e non sorridere alle arguzie di nessuno, mangiare quando mi sento e non aspettare i comodi di nessuno, dormire quando ho sonno senza occuparmi di nessuno, ridere quando sono allegro e non piegarmi agli umori di nessuno”.
Eppure quando l’uomo si eleva dalla sua condizione sociale, affidandosi alla sola potenza del suo animo inciampa, ahimè, nella vita e nelle volizioni di altri uomini. Questo dover fare i conti “con i comodi di qualcuno” è appunto un limite invalicabile della sua incapacità di perseguire una felicità puramente individuale, sganciata dalla condivisione con altri uomini. Una partecipazione che trova il nome di amore ed amicizia, le più grandi leve dell’agire nel mondo.
Questo è il messaggio che vorrei darvi per il Santo Natale: di aprirvi agli altri e non di chiudervi in voi stessi. Ed ho voluto parlarvene come di una necessità esistenziale, e non come siamo soliti, di un dogma, di una coercizione religiosa. Una filosofia naturale positiva che parte dall’osservazione dei comportamenti umani e da una semplice considerazione: non c’è felicità né compimento senza accordo con la natura e condivisione del proprio sentire con altri uomini. In questo senso l’egoismo è il vero strumento del demonio, poiché condanna al buio ed all’infelicità il suo stesso esercito.

 

Ascolto consigliato. “Giorni di vento”, Litfiba

 

 

 

 

Rivers of ink have been spread over the intimate relationship between the human condition and nature that surrounds us. The piece that comes to mind today is from the shining pen of Ernest Hemingway, from the story The Three-Day Blow: “Outside now the Marge business was no longer so tragic. It was not even very important. The wind blew everything like that away. (...) None of it was important now. The wind blew it out of his head. Still he could always go into town Saturday night. It was a good thing to have in reserve.”
Hemingway’s exemplary dry style expresses the conjunction of environmental and emotional conditions.
That man can ignore nature, in the sense of being able to raise himself above it, be governed by his own spirit, is another facile illusion well examined by the Shakespearian hyperbole of Much Ado About Nothing: “I cannot hide what I am: I must bee sad when I haue cause, and smile at no mans iests, eat when I haue stomacke, and wait for no mans leisure: sleepe when I am drowsie, and tend on no mans businesse, laugh when I am merry, and claw no man in his humor.”
Yet when man rises above his social condition, relying on the power of his soul he stumbles, alas, in life and encountering the will of other men. This fact of having to deal with “mans leisure” [i.e. another’s will, tr.] is precisely an insurmountable limitation of his ability to pursue a purely individual happiness, disengaged from sharing with others. A form of participation that finds the names of love and friendship, the greatest levers of action in the world.
This is the message I would like to give you for Holy Christmas: to open yourselves to others and not close yourselves into yourselves. And I wanted to talk about that as an existential necessity, and not as usual, of a dogma, as a bit of religious coercion. A positive natural philosophy that starts from the observation of human behavior and a simple consideration: there is neither happiness nor fulfillment without harmony with nature and sharing one’s feelings with others. In this sense, egoism is the true instrument of the devil, because it condemns his own army to darkness and unhappiness.

 

Recommended listening. Giorni di vento, Litfiba