Come essere felici

How to be happy
25/09/2017 - 16:15

 

La felicità è nel differirla, non nell'averla. Nell'averla c'è la noia di averla avuta.

(Carmelo Bene)

Come ebbe a dire Blaise Pascal la felicità non è certo un puerile divertissement borghese, ovvero un diversivo od una distrazione, o come oggi si dice un entertainment in grado di stordirci dalle questioni e dai fatti contingenti. Ma è una consapevolezza, una coscienza della propria condizione, dalle quale muovono l’etica e l’estetica personale, lo spirito apollineo e quello dionisiaco.
La felicità non è dunque dimenticanza ma presenza, azione, padronanza.
Per essere felici occorre perciò essere in accordo con se stessi. Con la nostra natura ed armonia interiore. Nosce te ipsum. I latini pensavano infatti alla musica per descrivere questo stato di grazia e quindi all’armonia come ad un solco (lira,ae), come un cammino aperto sulla terra. Un canto che diventa stonato, de(lira)nte, se ci si allontana dal solco, che è la nostra essenza irriducibile.
Proprio come un aratro che mentre scava indica la strada da seguire, pensiero ed azione sono uniti in modo indissolubile e non è data la possibilità di mentire a se stessi e di vivere una vita superficiale, impersonale e fittizia.
In particolare, al fine di rivelare a se stessi la propria radice, la propria condizione, è richiesta la coltivazione – per rimanere in tema agreste – di due aspetti fondamentali: lo spirito, nel suo senso più elevato di conoscenza assieme razionale e sensibile; e l’istinto, ovvero la capacità irrazionale ed intuitiva di riconoscere il nostro bene o, meglio, ciò che ci appartiene.
Per affinare la ragione vi saranno utili la filosofia, la poesia e la musica. Uscite da questo mondo e cominciate a leggere ed a prendervi sul serio. Per ritrovare l’istinto perdetevi nella natura, desiderate un contatto selvaggio ed incondizionato con essa. Lasciate le comodità e prendete in considerazione l’idea di faticare e respirare in essa. Abituatevi alle tempeste. Se siete ancora in forze non indulgete in vane contemplazioni.
Per gli amanti di un principio di piacere puramente materialistico, sappiate che la felicità non è mai egoistica ma procede dal principio di verità. Per questo non è mai solo individuale poiché implica la realizzazione stessa dell’uomo, nella sua dimensione privata, quanto della famiglia/comunità cui appartiene.
Per questa volta vi ho detto abbastanza. Francamente non so neanche perché l’ho fatto. Forse sono troppo generoso. O magari mi stavo solo annoiando.

 

Ascolto consigliato. “I of the storm”, Of Monsters and Men

 

 

 

 

Happiness is in deferring it not in having it in having it There is the boredom of having had it.

(Carmelo Bene)

As Blaise Pascal once said happiness is certainly not a childish bourgeois divertissement, or a diversion or distraction, or as we say today an entertainment able to inebriate one away from contingent matters and questions. But it is an awareness, a consciousness of one’s condition, from which issues ethics and personal aesthetics, appolonian and dionysian spirit.
Happiness is thus not forgetfulness but presence, action, mastery.
To be happy therefore it’s necessary to be in agreement with oneself. With one’s nature and inner harmony. Nosce te ipsum. The Latins thought of music as describing this state of grace and thus harmony was like a furrow (lira, Ae) or a path opened on the Earth. A song that becomes tuneless, de(lira)ious, if we move away from the track, which is our irreducible essence.
Just like a plough which as its digs shows the road to follow, thought and action are united in an indissoluble way and therefore the opportunity is not available to lie to yourself and live a superficial, impersonal and fictitious existence,
In particular, in order to reveal to oneself ones roots, one’s own actual condition cultivation is required - to stay with the rural metaphor – two fundamental aspects: are the spirit, in its highest sense of rational and sensitive knowledge and instinct, or the irrational and intuitive ability to recognize our own good, or better, what belongs to us.
To refine reason, philosophy, poetry and music will be useful. Get out of this world and start reading and taking it seriously. To regain instinct lose yourself in nature, you need a wild and unconditional contact with it. Forget about comfort and take on the idea of hard effort and breathe it in. Get used to the storms. If you are still empowered do not indulge in vain contemplation.
lovers of purely materialistic pleasure principle, know that happiness is never selfish, but proceeds from the principle of truth. For this reson the individual is never alone because the realization of the man in his private sphere implies the same to the family/ community he belongs too.
this time I have said enough. Frankly I don’t even know why I’ve done. it perhaps i am too generous. Or maybe I was just bored.

 

Recommended listening. I of the Storm, Of Monsters and Men